Covid, epidemia in Italia “in rapido peggioramento”. ISS avverte: “State a casa”

Coronavirus, l'ultimo rapporto settimanale dell'Istituto Superiore della Sanità fa luce su una situazione sempre più preoccupante

I dati resi noti dall’Istituto Superiore della Sanità in merito alla diffusione del Covid in Italia non sono per niente incoraggianti. Il virus continua ad avanzare, la curva dei contagi preoccupa e l’ISS suggerisce di procedere – il prima possibile – con l’inasprimento delle misure di sicurezza. Nuove restrizioni quindi e, se necessario, un blocco delle attività. L’ipotesi secondo lockdown, scongiurata dal Governo ma inevitabile secondo molti esperti, torna ad essere una possibilità concreta.

Covid, il rapporto settimanale ISS preoccupa: l’epidemia in Italia è”in rapido peggioramento”

Il monitoraggio sull’epidemia in Italia, che si riferisce alla settimana  che va dal12 al 18 ottobre, fa luce su una situazione in “rapido peggioramento”. Il rapporto ISS, aggiornato al 23 ottobre 2020, fa luce sui contagi in continuo aumento e denuncia una situazione negli ospedali e nelle terapie intensive sempre più drammatica. Si legge: “L’epidemia è in rapido peggioramento, con rapidità di progressione maggiore in alcune Regioni italiane”. La situazione descritta nel report Iss evidenzia “segnali di criticità dei servizi territoriali e del raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali di diverse Regioni/PA”. Questo vuol dire, in pratica, che i servizi sanitari territoriali sono già allo stremo e che, con il maggiore carico di lavoro, rischiano di non reggere.

L’ISS invoca nuove restrizioni

Per evitare il peggio, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, Governo e Istituzioni dovrebbero prima di tutto valutare concretamente l’ipotesi di procedere con una “drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone”, tale da alleggerire la pressione  sui servizi sanitari, il che include l’introduzione di “restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità“.

Nonostante le proteste (a Napoli, per esempio, diverse persone sono scese in piazza contro De Luca, così come a Roma), l’ISS invoca misure più dure, soprattutto in vista del numero dei casi positivi (asintomatici e non) che continua ad aumentare.

I numeri dei contagi

Purtroppo, come riporta l’ISS, si continua a osservare un forte incremento dei casi che porta l’incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni a 146,18 per 100.000 abitanti (periodo 5/10-18/10), mentre, nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è passato da 15.189 (periodo 28/9-11/10) a 27.114 (periodo 5/10-18/10). Vi è quindi un notevole aumento dei casi rispetto alla settimana precedente, situazione questa che ha fatto aumentare ancora l’indice Rt: “Nel periodo 01 – 14 ottobre 2020 – come riportato – l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,50 (95%CI: 1,09 -1,75)”. Inoltre, sono stati riscontrati “valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane e segnali che si riesca solo modestamente a limitare il potenziale di trasmissione di SARS-CoV-2”, nonché “una rapida crescita dell’incidenza, impossibilità sempre più frequente di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione e rapido aumento del carico sui servizi assistenziali con aumento dei tassi di occupazione dei posti letto ospedalieri sia in area critica che non critica”.

A questo, si aggiunge il disagio di non riuscire a tracciare correttamente il virus (delle problematiche sul test & tracing ne abbiamo parlato anche con il Presidente GIMBE Nino Cartabellotta, qui l’intervista), infatti: “Qìquesta settimana, soltanto uno su quattro dei casi è stato rilevato attraverso attività di tracciamento di contatti, mentre il 31,7% è stato rilevato attraverso la comparsa dei sintomi. Scende anche la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di screening (25,8% vs 31.1% della settimana precedente). Nel 16,9% dei casi non è stato riportato l’accertamento diagnostico”.

Ricoveri e focolai, l’ISS avverte: “state a casa”

Preoccupante è la situazione anche se si guarda il numero di ricoveri e focolai di quest’ultima settimana.

I focolai attivi, come emerge dal report ISS, sono complessivamente 7.625, di cui 1.286 nuovi. Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (106/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (81,7%), ma sono in aumento anche i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico. È stato comunque specificato che, nonostante ciò, “la trasmissione intra-scolastica appare ancora limitata (3,5% di tutti i nuovi i focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione)”.

In rialzo, infine, anche i numeri che sono emersi in merito alle persone ricoverate per Covid. Nello specifico: “Questa settimana, a livello nazionale, si è osservato un importante aumento nel numero di persone ricoverate (7.131 vs 4.519 in area medica, 750 vs 420 in terapia intensiva nei giorni 18/10 e 11/10, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni/PPAA sopra 10% in entrambe le aree”. Per questo motivo, è stato spiegato: “se l’andamento epidemiologico mantiene il ritmo attuale, esiste una probabilità elevata che numerose Regioni/PPAA raggiungano soglie critiche di occupazione in brevissimo tempo”.

Visto come stanno le cose oggi, l’ISS preme non solo per il ricordo a nuove e più rigide restrizioni, ma lancia un avvertimento ai singoli cittadini, ovvero: “Ridurre tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo quando non siano strettamente necessarie e rimanere a casa quanto più possibile”.

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