Covid, preoccupa la situazione delle terapie intensive: la mappa regione per regione

I contagi crescono e, mentre il Governo valuta nuove restrizioni, la situazione nelle terapie intensive preoccupa

L’impennata dei contagi continua a preoccupare Governo e Istituzioni: le nuove restrizioni hanno come obiettivo quello di frenare la pandemia ed evitare di riempire – di nuovo – le terapie intensive. Oggi però la situazione negli ospedali è tornata a preoccupare.

L’indice dei contagi sale, preoccupa la situazione delle terapie intensive: le regioni più a rischio

Il Governo lo aveva annunciato che, seppur l’idea principale fosse quella di scongiurare un secondo lockdown, qualora l’indice Rt fosse salito sopra una certa soglia la chiusura sarebbe stata inevitabile. Il problema principale, guardando indietro a quello che è successo nel mese di marzo, rimane sicuramente quello del sovraccarico delle terapie intensive. Ma qual è la situazione oggi?

Secondo il monitoraggio settimanale ministero della Salute-Iss, relativo al periodo 5-11 ottobre, per dieci regioni in particolare vale oggi lo stato di allerta, ovvero: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta. Negli ospedali che si trovano all’interno di questi territori, infatti, nel prossimo mese c’è una probabilità da alta a massima di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid.

Tra queste dieci, però, due in particolare stanno registrando un livello alto di rischio, ovvero: Lombardia e Liguria.

Le terapie intensive in Italia e il monitoraggio del Governo

Sulla base di cosa, però, il Governo decide o meno se la tenuta degli ospedali in una regione è più a rischio che in altre? Per rispondere a questa domanda si deve partire da un dato: i posti letto in terapia intensiva, che per 100mila abitanti in Italia sono 10,6. Le Istituzioni hanno fissato il limite di sicurezza a 14, più ci allontaniamo quindi alla soglia di allerta più la situazione diventa preoccupante.

Come riportano i dati del bollettino del ministero della Salute del 16 ottobre, nel nostro paese attualmente sono 638 le terapie intensive occupate. Analizzando la situazione in cui adesso si trova una singola regione, solo Veneto, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta hanno un rapporto di letti in terapia intensiva per abitante che supera la soglia di sicurezza, mentre meno rassicuranti sono i numeri di Marche (8 letti per 100 mila abitanti), Umbria (7,9 letti per 100 mila abitanti) e Campania (7,3 letti per 100 mila abitanti). Tenendo conto invece del tasso di saturazione delle terapie intensive, quella messa peggio è la Campania (15% contro il 9/10% del resto di Italia).

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