Covid, quanto sono pericolosi i non vaccinati per i vaccinati (e come proteggersi)

Quanto è sicuro stare vicino a persone non vaccinate, per i vaccinati?

Che sia per scelta o per condizioni cliniche, oggi il numero di non vaccinati in Italia è ancora alto. Nonostante la campagna vaccinale stia procedendo spedita, diverse sono le persone che ancora non hanno ricevuto né la prima né la seconda dose del vaccino Covid. Resi noti quelli che sono i rischi a cui va incontro il singolo che non ha ricevuto il vaccino, quali sono invece i pericoli a cui si espongono i vaccinati che stanno in contatto con i non vaccinati?

Contatto con una persona non vaccinata: come rispondono i vaccini

In famiglia, a lavoro, per e durante gli spostamenti: con l’allentamento delle restrizioni sono aumentate le occasioni in cui si entra a contatto con altre persone. Non solo congiunti o amici stretti, le possibilità di incontro anche con estranei sono ormai all’ordine del giorno. Consapevolmente o inconsapevolmente, quindi, possiamo stare vicino a persone che non si sono vaccinate.

Quando si parla di potenziale rischio, a seguito di contatto con una persona non vaccinata, le variabili che entrano in gioco sono tante (e ognuna può avere un’influenza diversa sulla probabile infezione). C’è però una premessa che diventa necessaria in questi casi, ovvero la distinzione tra chi ha completato il ciclo vaccinale e chi, al contrario, ha ricevuto solo una dose (o nemmeno quella).

Secondo gli scienziati un individuo può considerarsi immune a partire dal 15° giorno successivo alla seconda dose del vaccino Covid. In questo caso, va detto che i rischi di contrarre il virus sono i più alti nei soggetti che non sono stati ancora vaccinati o hanno un’immunità parziale. Pertanto, se una persona non vaccinata esce, non solo può contrarre il virus e affrontare gravi conseguenze scatenate dall’infezione, ma può anche trasmetterlo ad altri (comprese le persone vaccinate) in quantità maggiori rispetto a chi invece ha completato il ciclo vaccinale.

Nello specifico: gli studi clinici su Comirnaty (Pfizer-BioNtech) e Moderna hanno dimostrato un’efficacia molto elevata dei vaccini, rispettivamente, dopo una settimana e dopo due settimane dalla seconda dose, mentre per quanto riguarda Vaxzevria (AstraZeneca) gli studi clinici hanno dimostrato la massima efficacia dopo 15 giorni dalla seconda dose. Infine, per quanto riguarda l’efficacia del vaccino monodose Janssen (Johnson & Johnson), nelle forme gravi arriva fino al 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all’85% dopo 28 giorni dalla somministrazione. I dati attualmente disponibili hanno mostrato che nei soggetti over 65 non si è notata alcuna flessione nell’efficacia.

Inoltre, il vaccino non solo riduce il rischio di infezione, ma può anche evitare il contagio di sé o altri soggetti.

L’efficacia dei vaccini

Anche se sono ancora in corso gli studi per determinare se le persone vaccinate possono agire come portatori della malattia, persino se non sviluppano realmente l’infezione sintomatica, ad oggi le stime dell’ISS (Istituto Superiore Sanità) relative all’efficacia vaccinale confermano che:

  • l’efficacia complessiva della vaccinazione è superiore al 70% nel prevenire l’infezione in vaccinati con ciclo incompleto e superiore all’88% per i vaccinati con ciclo completo;
  • l’efficacia nel prevenire l’ospedalizzazione, sale all’ 80,8% con ciclo incompleto e al 94,6% con ciclo completo;
  • l’efficacia nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva è pari all’88,1% con ciclo incompleto e a 97,3% con ciclo completo; l’efficacia nel prevenire il decesso è pari a 79,0% con ciclo incompleto e a 95,8% con ciclo completo.

Covid, quanto sono pericolosi i non vaccinati e come proteggersi

Anche se, come dimostrano i dati, i vaccinati corrono un rischio minore di contrarre il virus e/o di sviluppare infezione in caso di contagio (nella maggior parte il Covid infatti si manifesta in forma asintomatico o come raffreddore), le autorità sanitarie continuano comunque oggi a raccomandare il rispetto delle disposizioni anti Coronavirus, ovvero: distanziamento, uso di mascherine, divieto di assembramento e massimo igiene.

La sicurezza di uscire e incontrare qualcuno che non è vaccinato e ammalarsi dipende in gran parte da fattori individuali come il tipo di area, la vicinanza e la durata/modalità di interazione, ma anche dal tipo di di misure preventive che si rispettano. Pertanto, incontrare una persona non vaccinata, che tuttavia rispetta tutti i protocolli (indossa mascherine, mantiene le distanze etc.) in un ambiente esterno meno affollato è relativamente più sicuro che incontrare qualcuno che rifiuta il vaccino, in un ambiente chiuso, e non utilizza mascherine e/o rispetta le distanze.

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