Covid, perché in una città italiana ci sono stati più contagi

Con il Nord Italia nella morsa del Covid, una città è stata particolarmente colpita rispetto alle altre: gli scienziati hanno capito le motivazioni dietro i tanti casi positivi

Un nuovo studio dell’Università di Zhejiang, in Cina, e pubblicato sulla rivista Cities ha cercato di capire il ruolo nei contagi da Covid della conformazione delle città europee. I ricercatori hanno spiegato che un’attenta progettazione delle aree urbane del futuro potrebbe permettere una migliore risposta a pandemie ed emergenze sanitarie, limitando i casi di infezione e la diffusione dei patogeni.

Gli scienziati hanno messo a confronto i dati raccolti nelle zone più colpite dal coronavirus, analizzando le caratteristiche delle città, come numero di abitanti, forma, trasporto cittadino e regionale. Si tratta del primo studio di questo tipo, in cui si tenta di fare luce sull’impatto degli individui e della conformazione delle aree urbane sulla trasmissione del virus.

Covid, perché a Milano ci sono stati più contagi: colpa dei mezzi di trasporto

Dai dati raccolti tra Germania, Inghilterra e Italia, è emerso il ruolo chiave del trasporto pubblico locale nella diffusione del Covid. Milano è infatti la città, tra quelle monitorate, dove più cittadini dipendono dai mezzi per i loro spostamenti e dove è stato rilevato il tasso più alto di infezioni.

A confermarlo ci sono studi precedenti sull’ebolavirus e sui virus influenzali, per cui le restrizioni ai viaggi internazionali si sono rivelate inefficaci, e con focolai tenuti sotto controllo solo grazie alle limitazioni alla circolazione locale.

Gli altri fattori, come la forma della città e la densità abitativa, hanno contribuito in maniera inferiore ai contagi. Tuttavia potrebbero essere condizionati dal futuro dopo il Covid, come accaduto in passato per le altre pandemie.

Covid, perché a Milano ci sono stati più contagi: come cambieranno le città

La peste, il colera e l’influenza spagnola hanno contribuito a plasmare le città come le conosciamo oggi. Sono state queste malattie a rendere necessario il rinnovamento del sistema fognario di Londra e la nascita di larghi viali a Parigi e a Napoli nei quartieri dove un tempo sorgevano delle vere e proprie baraccopoli.

Ma cosa accadrà quando questa pandemia finalmente lascerà la presa? L’auspicio dei ricercatori è quello che in futuro non vengano abbandonati i mezzi di trasporto in favore di mezzi privati, indubbiamente più sicuri ma a forte impatto sull’ambiente e la circolazione.

Gli scienziati confermano che le misure anti Covid attivate dai due governi che si sono succeduti in Italia per fare fronte all’emergenza sanitaria sono state la scelta migliore.

Ridurre la capacità dei posti disponibili, incrementare le corse durante l’ora di punta, promuovere l’acquisto online dei biglietti e l’utilizzo di mezzi individuali green in condivisione, come biciclette e monopattini, sono strategie vincenti nella lotta ai contagi.

Il consiglio è quello di ridurre il numero di fermate e costruire nuove infrastrutture come piste ciclabili e passaggi pedonali per permettere ai cittadini di muoversi liberamente senza dipendere eccessivamente dal trasporto pubblico di massa. La previsione è che le città dopo il Covid, insomma, saranno più verdi e a misura d’uomo, e con mezzi pubblici più efficienti.

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Covid, perché in una città italiana ci sono stati più contagi