Covid, allarme contagi in Giappone: niente lockdown ma scatta la “massima allerta”

A Tokyo l'allarme Covid-19 è al massimo livello: i casi di positivi al Coronavirus hanno segnato un nuovo record. Ci sarà un nuovo lockdown?

Giappone: Tokyo, la capitale, ha registrato giovedì 19 novembre il più alto numero di nuovi casi di Covid-19, raggiungendo il record di 500 nuovi positivi in un solo giorno. Per questo motivo si parla di nuovo possibile emergenza sanitaria, con un livello di “massima allerta” che potrebbe far degenerare una volta per tutte la situazione.

Covid, scatta lo stato di “massima allerta” in Giappone

In Giappone la curva dei contagi continua a preoccupare e, mentre in tutto il mondo i leader politici sperimentano vari tipi di lockdown, il governatore di Tokyo, Yuriko Koike, ha dichiarato proprio recentemente che non è intenzione delle autorità procedere con un altro blocco totale delle attività. Il governo metropolitano, ha aggiunto tuttavia lo stesso durante un intervento in diretta al Tg serale, starebbe comunque valutando quali provvedimenti prendere in vista di un ulteriore aumento dei contagi, entrando nell’idea che “le infezioni da Covid potrebbero presto raggiungere i 1.000 casi al giorno” solo nella capitale.

A Tokyo scatta quindi lo stato di “massima allerta”, precedente a quello di emergenza sanitaria, la quale – hanno fatto sapere le Istituzioni – non verrà dichiarata nell’immeditato. Pertanto, il governo al momento continuerà a monitorare i tassi di infezione e la capacità degli ospedali di far fronte alle necessità, nonostante il record di casi registrato (e i numeri destinati a crescere).

“Risponderemo in modo appropriato in base alle condizioni”, ha detto giovedì il segretario capo di gabinetto Katsunobu Kato durante una conferenza stampa, confermando quindi l’intenzione di procedere con nuove restrizioni se e solo quando la situazione dovesse peggiorare ulteriormente.

Giappone, in arrivo nuovo lockdown?

Sono passati dei mesi da quando il “modello giapponese” nella lotta al Covid veniva definito come il più valido ed efficiente (ne avevamo parlato qui). Oggi però, con il numero di nuovi positivi in aumento, la situazione sembra essere cambiata. A livello nazionale il numero dei casi giornalieri è salito a 2.000 e, sebbene la situazione non è grave come in altri paesi del mondo, quello che fa preoccupare è il trend in crescita dei contagi.

“Siamo in una situazione di massima allerta”, ha detto ai giornalisti il primo ministro Yoshihide Suga, che si è poi rivolto al popolo chiedendo ai cittadini di attuare le misure di sicurezza nella vita di tutti i giorni (come l’uso della mascherina e il distanziamento sociale). Prima che il governo prenda ulteriori decisioni al riguardo, con la possibilità di introdurre nuove restrizioni, comunque, Suga ha fissato un incontro con dei consulenti esperti per esaminare il numero crescente delle infezioni.

Un lockdown, anche se parziale, non è però da escludere, tant’è che il governo sarebbe già a lavoro per assicurare sostegni e aiuti alle attività che sarebbero costrette a chiudere.

Tuttavia, bisogna dire che il Giappone ha dovuto fare i conti fino ad ora con un’epidemia relativamente piccola, con quasi 121.000 infezioni registrate e 1.900 decessi da quando il virus è stato rilevato per la prima volta nel paese a gennaio. Per questo motivo, onde evitare che la situazione peggiori, si potrebbe optare per una chiusura anticipata dei locali e un coprifuoco serale.

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