Covid, “a gennaio rischiamo una strage”: l’allarme della fondazione Gimbe

Massimo rigore durante le feste per evitare la terza ondata Covid a gennaio, altrimenti si rischia una strage: l'allarme della fondazione Gimbe

“Tutti gli inverni l’influenza affolla gli ospedali e a gennaio c’è il rischio di una strage se, invece di chiudere la seconda ondata di Covid, facciamo partire la terza”, non usa mezzi termini Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe, in un’intervista rilasciata a La Stampa.

Bisogna quindi evitare il più tragico degli scenari con l’arrivo del nuovo anno, per questo motivo, ha poi aggiunto lo stesso, “serve massimo rigore durante le feste”.

Italia in zona gialla: i rischi

Il rischio della seconda ondata era stato annunciato dagli esperti già a giugno, quando l’emergenza sanitaria sembrava stare rientrando. Sulle decisioni prese del Governo durante e subito dopo la stagione estiva Cartabellotta ci aveva detto la sua in un’intervista rilasciata in esclusiva a noi di QuiFinanza. Oggi, che è successo l’inevitabile, le limitazioni del Governo e il pugno duro sugli spostamenti e le riaperture a Natale trovano in parte d’accordo la fondazione Gimbe, che tuttavia trova azzardato il passaggio di gran parte dell’Italia in zona gialla nel mese di dicembre.

“Le misure attuali sono più leggere della prima ondata, ma tutto dipende dal tipo di verifica. Non conosciamo ancora l’effetto reale dei provvedimenti e l’Italia tutta gialla è un grande rischio dovuto più al desiderio politico che alla realtà epidemiologica”, ha spiegato il Presidente.

Gimbe, contagi in aumento: “15mila morti entro fine anno”

Il rischio a cui l’Italia va incontro se non si prendono provvedimenti adeguati, dunque, è quello di una inevitabile – e disastrosa – terza ondata a gennaio. “C’è il rischio di una strage se, invece di chiudere la seconda ondata di Covid, facciamo partire la terza”, ha spiegato Cartabellotta. “Bisogna scendere dal plateau della seconda ondata per scongiurare una terza ondata che parta avvantaggiata. Sarebbe un disastro per gli ospedali. Purtroppo siamo nella parte più buia del tunnel, che durerà diversi mesi in attesa del vaccino”.

Intanto, mentre il Governo si sta organizzando nel definire il programma di distruzione del trattamento anti-Covid, cui somministrazione dovrebbe partire già a gennaio (e raggiungere tutti entro settembre 2021, come dichiarato dal commissario Arcuri), la fondazione Gimbe ha – purtroppo – preannunciato una evoluzione della curva epidemica già preoccupante di per sé:

“Ragionare sui decessi di giornata è fuorviante. In genere, si tratta di contagiati di tre settimane prima. Il che combacerebbe coi picchi di novembre e renderebbe immaginabile che purtroppo supereremo il record negativo di 993 morti di giorni fa – è stato detto. Considerando gli 800mila positivi attuali dobbiamo aspettarci altri 15mila morti entro fine anno ed è da sottolineare la crescita di decessi tra under 60″.

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