In pista nonostante il Covid: come i “furbetti dello sci” hanno aggirato le restrizioni

Fatta la legge trovato l'inganno: così i "furbetti dello sci", nonostante il Covid, aggirano le restrizioni e raggiungono le piste

Un vecchio detto dice: “Fatta la legge, trovato l’inganno”. E così è successo con i cosiddetti “furbetti dello sci”, ribattezzati in questo modo dai media perché, in piena emergenza sanitaria, sono comunque riusciti ad aggirare le restrizioni anti Covid e a concedersi un giorno (o un week end) in montagna sulle piste.

Impianti scii, chi può andare comunque in montagna

Il Governo ha disposto, con l’approvazione di un apposito decreto, la proroga delle chiusure degli impianti sciistici: la stagione invernale, quindi, è stata rimandata per far fronte all’emergenza sanitaria. Con i numeri di contagi da Covid che continuano a preoccupare, si è voluto scongiurare in questo modo il rischio assembramenti, evitando eventi e occasioni che potessero favorire una certa mobilità pericolosa. Da qui la decisione di chiudere le piste, salvo alcune eccezioni.

La legge, infatti, al momento non vieta agli atleti di sciare, il che vuol dire che basta avere una tessera della Federazione sportiva per recarsi in pista senza infrangere alcuna restrizione.

Come i furbetti dello sci hanno aggirato le restrizioni

Con il riconoscimento della zona gialla alla propria Regione, molti sono stati quelli che negli ultimi weekend hanno approfittato della possibilità di muoversi tra i diversi comuni per raggiungere le località di montagna. Questo, nonostante le restrizioni anti Covid.

È successo per esempio a Campo Felice, in Abruzzo, dove diverse sono state le persone multate a bordo pista dalle forze dell’ordine. Ma come è stato possibile tutto ciò?

Nonostante i controlli, infatti, molti si sono giustificati dichiarando che la giornata in pista era finalizzata ad accompagnare nipoti e figli a lezione di sci che, essendo iscritti a corsi o scuole di sci riconosciuti dalla Federazione sportiva, hanno diritto ad allenarsi.

Per sfruttare una bella giornata di sole, quindi, è bastato questo e l’ottenimento di un apposita tessera che riconosce lo status di atleta, anche agonista, che non è nemmeno così difficile da ottenere: fornendo nominativi e dati molti impianti riescono a far avere la tessera in meno di 24 ore dopo la compilazione di un apposito modulo. E così, accanto a chi davvero si stava allenando, sono sopraggiunti i tanti “aspiranti campioni” dell’ultimo momento.

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