FauciGate, cos’è e perché se ne parla: il caso delle mail sull’origine del Covid

L'immunologo americano è finito al centro di una bufera social alimentata dai complottisti in merito alla pubblicazione di sue mail sull'origine del Covid-19

L’origine del Sars-CoV-2 continua a tenere banco e adesso travolge anche uno degli immunologi più in vista in questo anno di pandemia, il dottor Anthony Fauci. Lo scienziato a capo della task force americana per l’emergenza Covid-19 è finito al centro della bufera social, alimentata dai complottisti tramite l’hashtag #FauciGate su Twitter, per la pubblicazione di alcune sue mail.

FauciGate, cos’è e perché se ne parla: il contenuto delle mail

Tutto è scaturito dalla rivelazione da parte del sito BuzzFeed e del quotidiano Washington Post della corrispondenza e di migliaia di estratti dalla casella di posta di Fauci. Nulla di segreto, ma di pubblico dominio, grazie alla Freedom of Information Act (FOIA), la legge sulla trasparenza della pubblica amministrazione.

Il contenuto di alcune di queste mail sarebbe stato preso come pretesto da parte dei Repubblicani per attaccare l’immunologo, inviso all’ex amministrazione Trump, con l’accusa di essere a conoscenza da tempo della possibilità di una fuga del Sars-CoV-2 da un laboratorio dell’Istituto di virologia di Wuhan, in Cina, e di averlo tenuto nascosto.

Lo stesso Fauci ultimamente avrebbe espresso qualche dubbio sull’effettiva origine naturale del virus, ma ha semplicemente espresso la necessità di ulteriori approfondimenti.

In uno di questi messaggi Peter Daszak, presidente di EcoHealth Alliance, un’organizzazione senza scopo di lucro statunitense che in passato aveva finanziato ricerche dell’Istituto di virologia di Wuhan ringraziava Fauci per aver sostenuto pubblicamente che non ci fossero prove scientifiche per dimostrare che il coronavirus fosse uscito da un laboratorio. Secondo alcuni, questa email proverebbe dei rapporti di vicinanza del direttore dell’Istituto delle malattie infettive americano con l’istituto di Wuhan.

In un’altra email del febbraio 2020 l’immunologo Kristian G. Andersen scriveva a Fauci che dalle analisi sul coronavirus risultavano alcune limitate “caratteristiche insolite” che avrebbero potuto far pensare a un virus trattato in laboratorio.

In un’ulteriore messaggio dello stesso periodo, Fauci scriveva a Sylvia Mathews Burwell, segretaria della Salute durante la presidenza di Barack Obama, che “le mascherine servono solo alle persone infette per impedire loro di diffondere l’infezione a persone che non sono infette, e non a proteggere le persone non infette dal contagio“.

Nonostante il contenuto delle mail non dimostri nulla di compromettente, tanto è bastato per mettere Fauci nel mirino dei complottisti. Secondo alcune ricostruzioni, l’attacco all’immunologo rientrerebbe in una strategia comunicativa preparata da Donald Trump, che sin dalla sua amministrazione vede in Fauci un avversario politico, per riacquistare consenso.

FauciGate, cos’è e perché se ne parla: l’origine del coronavirus

La questione mai sopita del “peccato originale” della pandemia, oltre al rimpallo di accuse tra Stati Uniti e Cina, è tornata alla ribalta con una lettera firmata da 18 ricercatori.

Il gruppo di esperti ha rivolto un appello all’Organizzazione mondiale della Sanità chiedendo nuove indagini a Wuhan per le perplessità suscitate dal rapporto sull’origine del coronavirus, redatto in collaborazione con la Cina, che indicava come “estremamente improbabile” un incidente in laboratorio. Il salto di specie, invece, era stato ritenuto “probabile o molto probabile”. Secondo gli esperti mancherebbero, infatti, prove consistenti a supporto di una o dell’altra ipotesi.

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