Covid, il punto di Draghi su vaccini e riaperture: cosa ha detto

Il presidente del Consiglio ha affrontato il tema della crisi economica e delle riaperture chieste da più parti

Mario Draghi si è presentato davanti ai giornalisti per tirare le somme di due giorni pieni di riunioni e confronti sulla campagna vaccinale, dopo il nuovo parere dell’Ema sul vaccino AstraZeneca, dal quale dipendono molte delle possibilità per l’Italia di superare l’emergenza Covid-19.

Covid, il punto di Draghi su vaccini e riaperture: la conferenza

Nella terza conferenza stampa dall’inizio del suo mandato, il presidente del Consiglio ha affrontato molti temi, dallo sgarbo istituzionale del presidente turco Erdogan ad Ursula Von der Leyen, fino in generale ai temi geopolitici, ma inevitabilmente si è soffermato sull’epidemia, il piano di immunizzazione per sconfiggerla e l’orizzonte futuro delle riaperture.

Un segnale richiesto dalle tante categorie di lavoratori che negli ultimi giorni stanno manifestando con più forza davanti ai palazzi delle istituzioni.

Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?” ha esordito così Mario Draghi parlando di vaccini, in una conferenza condotta forse con più franchezza del solito.

La disponibilità di vaccini non è calata, i numeri sono come prima di Pasqua, sta risalendo secondo il trend previsto. Non ho dubbio sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti”, ha assicurato il presidente del Consiglio, confermando le indicazioni della somministrazioni del vaccino AstraZeneca per gli over 60, sulla quale dice c’è stato un “crollo di fiducia” inferiore alle aspettative.

Covid, il punto di Draghi sulle riaperture: “Non ho una data”

Poi ha parlato della possibilità di riaperture delle attività economiche: “Ho visto Salvini e le Regioni, Anci, poi anche Bersani. C’è un equilibrio. Normale chiedere aperture: la migliore forma di sostegno all’economia sono le aperture, ne sono consapevole. Naturalmente condannare la violenza ma capisco la disperazione e l’alienazione di chi protesta” ha detto il premier, per il quale la priorità rimane “riaprire in sicurezza a partire dalle scuole. Obiettivo – ha ribadito – è un mese di presenza”.

“Una delle ragioni usate per chiuderle fu che i ragazzi contagiano i genitori e i nonni, se mettiamo a riparo queste categorie possiamo riaprire. Forse la faccio troppo semplice” ha aggiunto Draghi.

Ma sul prossimo futuro il presidente del Consiglio allarga le braccia: “Le riaperture dovranno esserci, non ho una data, ci stiamo pensando in questi giorni, dipende dall’andamento dei contagi e dei vaccini. È chiaro che regioni che sono più avanti nelle vaccinazioni con fragili e più vulnerabili sarà più facile riaprire”.

Una data non c’è nemmeno per il turismo: “Garavaglia dice a giugno. Speriamo, magari anche prima chi lo sa” ha spiegato il premier. “Non diamo per abbandonata la stagione turistica, tutt’altro”, e conclude “penso a un piano di riapertura delle fiere e degli eventi: è il miglior messaggio di fiducia al paese. Stiamo guardando al futuro delle prossime settimane”.

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Covid, il punto di Draghi su vaccini e riaperture: cosa ha detto