Covid, in Australia cluster di “fonte sconosciuta”: nuova minaccia dopo mesi

L’Australia credeva di aver sconfitto il Covid, ma ora la minaccia di un nuovo cluster preoccupa le autorità

Dopo tre mesi di lockdown, a novembre lo stato di Victoria, in Australia, aveva registrato zero nuovi casi di Covid-19 per più di una settimana consecutiva. Un risultato sorprendente, tanto che le restrizioni adottate nel paese erano state considerate da molti come un modello da seguire. A distanza di settimane, però, la minaccia di un nuovo cluster di infezioni da Covid a Sidney preoccupa le autorità, tanto da spingere a valutare un altro – duro – lockdown esteso su gran parte del territorio.

Emergenza Covid, Sydney corre ai ripari

In Australia un numero crescente di positivi al Covid è stato registrato a Sydney, nella zona settentrionale della capitale: un totale di 97 contagi rivelati nel giro di poche ore, un cluster di infezioni aumentate in maniera preoccupante proprio in prossimità delle feste natalizie, che ha spinto le autorità a valutare un imminente lockdown prima di Natale.

Nel frattempo, ii 250.000 residenti dell’area non sarà permesso di lasciare le spiagge settentrionali, ma potranno avere 5 o 10 ospiti nelle loro case per tre giorni a partire da giovedì 24 dicembre. I limiti per gli ospiti sono stati imposti nelle aree più colpite, mentre per il resto della popolazione valgono restrizioni meno severe al riguardo.

Covid, in Australia cluster di “fonte sconosciuta”

Il focolaio di Sydney preoccupa gli esperti perché di “fonte sconosciuta”, da qui la decisione di procedere con un rafforzamento delle restrizioni prima che la situazione sfugga di nuovo di mano.

L’Australia si è distinta durante la pandemia per aver messo in pratica un piano emergenziale decisamente d’avanguardia, tuttavia le misure anti-Covid approvate sono state anche molto rigide e severe, costringendo la popolazione ad un isolamento prolungato che ha causato perdite economiche e disagi non indifferenti.

“Non vogliamo che la gente delle Northern Beaches raggiunga altre parti di Sydney”, ha dichiarato Gladys Berejiklian, Premier di New South Wales. “Non sappiamo come il virus sia entrato nella comunità e vogliamo assicurarci che non ci siano ceppi o linee di trasmissione che non abbiamo ancora trovato”. Le decisioni sui festeggiamenti di Capodanno e sui prossimi eventi sportivi verranno prese dopo Natale, ha poi affermato la stessa.

Il Covid torna a minacciare l’Australia

I numeri della curva epidemia dell’Australia sono sicuramente meno preoccupanti se paragonati a quelli di altri Paesi del mondo, Italia compresa, ma per un territorio che si stava avvicinando a diventare “Covid free” il ritorno del virus è una preoccupazione che non può lasciare indifferenti.

Le autorità stanno ancora cercando di individuare la fonte del cluster che ha causato la chiusura dei confini da parte degli stati ai 5 milioni di residenti di Greater Sydney, sospendendo i viaggi nel periodo natalizio (un po’ come successo in Italia con i voli da e per il Regno Unito).

Intanto, su tutto il territorio australiano continua lo screening attraverso test obbligatori e tracciamento dei contatti, con i confini internazionali che continuano a rimanere chiusi e tutti i viaggiatori d’oltremare rimpatriati costretti a isolarsi per 14 giorni in appositi hotel attrezzati per la quarantena.

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