Covid, allarme per la mortalità: cosa è cambiato in Italia

L'ultimo report del Sismg mostra dati allarmanti sull'aumento dei decessi durante la prima e la seconda ondata di contagi da coronavirus

Il Sistema di Sorveglianza di Mortalità Giornaliera del Ministero della Salute mette a disposizione a partire da metà ottobre, su cadenza settimanale, i report che includono i dati di 32 comuni italiani relativi ai deceduti rispetto alla serie storica di riferimento, cioè il valore atteso. Questo è definito come la media per giorno della settimana e numero della settimana calcolata nei 5 anni precedenti, e pesata per il numero di residenti in base ai dati Istat, per tenere conto del progressivo invecchiamento della popolazione.

L’andamento e l’eventuale incremento di mortalità settimanale consentono di rilevare una fase di rapida evoluzione delle epidemie, sia di tipo influenzale che per quella di Covid-19. Vengono prese in considerazione diverse fasce di età della popolazione totale:  da 0 a 64 anni, da 64 a 74 anni, da 75 a 84 anni e più di 85 anni.

L’andamento della mortalità giornaliera negli ultimi 5 anni ha visto picchi nel periodo invernale, compreso tra dicembre e febbraio, a ridosso dell’influenza stagionale, e valori minimi in quello estivo, compreso tra giugno e agosto.

Il report del Ministero della Salute evidenzia un forte incremento anomalo della mortalità osservato in concomitanza con la prima ondata di Covid-19, una successiva riduzione che ha riportato i valori alla normalità da fine maggio e poi una nuova impennata anomala corrispondente alla seconda ondata.

Covid, aumenta la mortalità in tutta Italia

L’ultimo report del Ministero della Salute, che riguarda la settimana dal 28 ottobre al 3 novembre, vede un trend in crescita dei decessi totali in tutte le città prese in considerazione. Sono Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Catanzaro, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Padova, Palermo, Perugia, Pescara, Potenza, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Taranto, Torino, Trento, Triste, Venezia, Verona e Viterbo.

Nelle città del Nord si osserva un maggiore incremento di mortalità nella fascia di popolazione tra i 75 e gli 84 anni e in quella over 85, mentre al Centro Sud viene rilevato un incremento in tutte le fasce di età, in particolare in quella tra 0 e 64 anni e in quella compresta tra 65 e 74 anni.

Complessivamente, per il mese di ottobre, viene registrato un incremento di mortalità pari al 22% al Nord e al 23% al Centro Sud, con numeri significativi in molte città, quali Bari, Bolzano, Cagliari, Catania, Genova, Milano, Palermo, Perugia, Roma, Torino, Venezia e Viterbo.

Bisogna sottolineare che nelle città più piccole la mortalità risente di più delle fluttuazione casuali, e per questo alcuni incrementi osservati nella mortalità giornaliera devono essere interpretati con attenzione. Tuttavia il report, registrando tutte le morti avvenute nelle varie città, può essere un’utile indicatore sull’andamento dell’epidemia, e mostra un aumento di decessi rilevante proprio in concomitanza con la maggiore diffusione del coronavirus.

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