Cosa succede il 3 febbraio senza un presidente della Repubblica

Il 3 febbraio scade il mandato del presidente Sergio Mattarella, e l'Italia rimarra senza un capo di Stato, come non è mai successo

Tra schede bianche, astensioni e nomi non condivisi, la ricerca del nuovo Presidente della Repubblica potrebbe continuare ancora per molti giorni, con votazioni che non portano a nulla di fatto. Tuttavia c’è una scadenza che i grandi elettori devono ricordare, ovvero quella del 3 febbraio, ultimo giorno “di lavoro” dell’uscente capo di Stato. Il mandato di Sergio Mattarella termina ufficialmente in questa data.

Si tratta di un’evenienza che non si è mai verificata nella storia dell’Italia repubblicana, e che creerebbe così un precedente che potrebbe confondere in molti. Cosa potrebbe accadere, dunque, se le elezioni per il Quirinale dovessero protrarsi oltre la durata della nomina della massima carica dello Stato? Sono diversi gli scenari che potrebbero concretizzarsi.

Cosa succede il 3 febbraio senza un Presidente della Repubblica, gli scenari: supplenza

Come sempre la Costituzione viene in nostro aiuto per fugare ogni dubbio riguardante il funzionamento degli organi costituzionali e i meccanismi che regolano le istituzioni. Ai sensi dell’articolo 86 dovrebbe intervenire un supplente. Anzi, in questo caso una supplente.

Infatti “le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato”, carica attualmente ricoperta da Maria Elisabetta Alberti Casellati, che tra l’altro è tra i nomi in lizza per il Colle.

Tuttavia, sottolineano i costituzionalisti, in questo caso non si tratterebbe di un impedimento del Presidente della Repubblica, quanto di un blocco del Parlamento in seduta comune, con i grandi elettori impossibilitati a scegliere un nuovo inquilino del Quirinale. Potrebbe dunque scattare il regime di prorogatio.

Cosa succede il 3 febbraio senza un Presidente della Repubblica, gli scenari: prorogatio

La prorogatio, in diritto, è un istituto giuridico che prevede che i titolari degli organi continuino a esercitare le proprie funzioni anche dopo la scadenza del mandato, in attesa della nomina o dell’elezione dei loro successori.

Per quello che concerne la presidenza della Repubblica, la prorogatio scatta in genere se al momento dell’elezione di un nuovo capo di Stato le Camere sono sciolte a causa della fine della Legislatura, o se mancano meno di tre mesi ad essa. In questo caso, dunque, Sergio Mattarella continuerebbe a esercitare i propri poteri in attesa che il suo successore ne prenda il posto.

Ma c’è un ulteriore scenario, che potrebbe svincolare il Presidente, giurista ed ex giudice della Consulta, quindi ottimo conoscitore delle leggi, dall’incarico. Quello delle dimissioni.

Cosa succede il 3 febbraio senza un Presidente della Repubblica, gli scenari: dimissioni

Sergio Mattarella potrebbe consegnare le dimissioni proprio il 3 febbraio, conclusione naturale del proprio mandato, per evitare di creare uno strano precedente nel funzionamento degli organi costituzionali.

Anche in caso di dimissioni, il suo ruolo verrebbe temporaneamente svolto dalla Presidente del Senato, e quindi anche in questo terzo scenario potrebbe essere Maria Elisabetta Alberti Casellati a prendere il suo posto al Colle, almeno fino all’elezione di un titolare eletto dal Parlamento.

I tanti scrutini per trovare il nuovo Presidente della Repubblica stanno mettendo a rischio l’economia del nostro Paese, come spieghiamo qui nel nostro approfondimento sugli effetti sul Pil della corsa al Quirinale. Quella attuale, comunque, non è certo l’elezione del Presidente della Repubblica più lunga: qua i numeri da record. Sapevate che per essere capo di Stato in Italia è necessario rispettare solo tre requisiti? Ecco quali sono.