Cos’è l’Operazione Scoiattolo di Berlusconi: il piano per il Quirinale

Silvio Berlusconi vuole diventare il nuovo presidente della Repubblica, con le schede segnate dei suoi e con gli "scoiattoli" smarriti in Parlamento

Si parla sempre più di Operazione Scoiattolo. Non è un nome in codice di una nuova impresa delle Giovani Marmotte, ma riguarda Silvio Berlusconi, il leader del centrodestra e presidente di Forza Italia. Il Cav si è autocandidato come nuovo presidente della Repubblica al posto di Sergio Mattarella. Una mossa discussa e criticata anche tra le fila degli azzurri, e che potrebbe però concretizzarsi nella sua elezione al Colle. Uno scenario che nel corso dei giorni sembra affievolirsi sempre più, viste le difficoltà attuative del piano e i tanti muri su cui si stanno scontrando i suoi alleati, come anticipato anche da Vittorio Sgarbi. Ma in cosa consiste l’Operazione Scoiattolo?

Silvio Berlusconi, il piano per diventare nuovo presidente della Repubblica

Subito dopo il vertice del centrodestra a Villa Grande, la nuova residenza romana dell’ex premier, l’appoggio dei partiti moderati e di destra sembrava per il Cavaliere una certezza. In un comunicato congiunto, i vari schieramenti della coalizione avevano infatti indicato lui come unico candidato alle elezioni per il Quirinale.

Nei giorni successivi, però, il fantasma dei franchi tiratori avrebbe iniziato a ossessionare Silvio Berlusconi, tanto da aver ricevuto il consiglio di far segnare le schede dagli alleati. Il veterano Clemente Mastella ha dichiarato sulle pagine del Corriere della Sera di aver consigliato al presidente di Forza Italia di far scrivere ai parlamentari formule diverse.

Idealmente, quelli di Forza Italia dovrebbero scrivere “Silvio Berlusconi”, quelli della Lega “Berlusconi Silvio”, quelli di Fratelli d’Italia semplicemente “Berlusconi” e così via, per fare il conto dei fedelissimi. Piano però che potrebbe saltare se il presidente della Camera Roberto Fico dovesse decidere di leggere solo i cognomi dei personaggi indicati nei catafalchi. Che quest’anno, comunque, non ci saranno, perché sostituiti dalle cabine anti Covid.

Chi sono gli scoiattoli dell’operazione per il Quirinale di Silvio Berlusconi

L’Operazione Scoiattolo non riguarda però i parlamentari vicini, almeno per schieramento, al Cavaliere. Il nome del piano per farsi eleggere sarebbe stato inventato proprio da Silvio Berlusconi in persona, e gli scoiattoli sarebbero i parlamentari e i grandi elettori da stanare, cacciare e convincere a scrivere il suo nome sulle schede bianche.

Insomma gli indecisi e gli appartenenti a forze politiche diverse da quelle della coalizione di centrodestra. Che come i piccoli mammiferi che abitano nei boschi sono imprevedibili, veloci e soggetti a cambi repentini.

Gli scoiattoli che Silvio Berlusconi vuole cacciare, e che sono innanzitutto i parlamentari del Pd. Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, ha dichiarato la sua contrarietà all’eventuale elezione al Colle dello storico avversario. Ma all’interno della formazione di centrosinistra sono presenti numerose correnti, che si avvicinano alla linea di Forza Italia, e che potrebbero nascondere un’altra tipologia di franchi tiratori, questa volta graditi all’ex premier.

L’altro obiettivo è composto invece dal Movimento 5 Stelle. Anche in questo caso il presidente Giuseppe Conte si è detto contrario al nome di Silvio Berlusconi, ma considerando le alleanze passate, non è escluso che alcuni pentastellati optino per un nome di destra.

Il bacino più ampio di scoiattoli è però rappresentato dal Gruppo Misto e dalle schiere di Italia Viva, con i fuoriusciti dagli altri partiti disposti a barattare un voto per la sicurezza che non finisca la legislatura e continui dunque la carriera politica, e i renziani moderati da sempre vicini alle politiche di Forza Italia.

Se al Colle dovesse infatti salire Mario Draghi, Silvio Berlusconi ha già annunciato che cadrebbe il Governo. E allo stato attuale potrebbe essere impossibile arrivare alla formazione di un nuovo esecutivo.

Il nuovo presidente della Repubblica si troverebbe così costretto a sciogliere le Camere e dare ufficialmente inizio a una nuova legislatura, con i parlamentari attuali che perderebbero la poltrona e i privilegi annessi. Lecito pensare, dunque, che un nome così divisivo come quello di Silvio Berlusconi possa piacere anche a chi, tappandosi il naso, sceglierà di continuare la propria carriera politica.

Tuttavia secondo alcuni fedelissimi al Cav, come Vittorio Sgarbi, non ci sarebbero i numeri per l’elezione, neanche coinvolgendo gli scoiattoli. E gli alleati sembrerebbero già defilarsi, come Matteo Salvini, che sta proponendo altri nomi, come anticipato qua. Vi abbiamo parlato qui della sfida lanciata da Silvio Berlusconi Mario Draghi e qua della strategia del Cav per arrivare al Colle.