Cosa farà ora Mario Draghi? Le ipotesi sul nuovo incarico

L'ex premier si riposerà, ma poi tornerà a far parlare di sé nei salotti della politica internazionale: le ipotesi sui possibili incarichi

Col giuramento al Quirinale del Governo presieduto da Giorgia Meloni e il successivo passaggio delle consegne con la cerimonia della campanella nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi di domenica 24 ottobre si è ufficialmente conclusa l’esperienza da presidente del Consiglio per Mario Draghi. L’ex guida della Bce, dopo venti lunghi mesi a capo del Parlamento, si prenderà di certo un periodo di riposo, ma non starà di certo con le mani in mano per tanto tempo e le voci sul suo futuro non tardano ad arrivare.

Dopo aver festeggiato i suoi 75 anni a Palazzo Chigi, Draghi si concentrerà, seppur brevemente sulla “carriera” da nonno, ma non è escluso il suo ritorno celere tra le poltrone più importanti della politica internazionale.

Dall’insegnamento alle relazioni internazionali

Autodefinitosi “nonno delle istituzioni”, Draghi vuole di certo rimboccarsi le maniche perché a non far niente non ci vuole (e sa) stare. Dopo aver ricaricato le pile a Città della Pieve, dove ha trascorso sempre lunghi periodi quando non impegnato in incarichi professionali, l’ex premier prenderà le decisioni sul proprio futuro lavorativo. Tante sono le ipotesi sul piatto tra cui, le più semplici, sono quelle del ritorno al passato (qui vi abbiamo parlato del confronto Meloni-Draghi).

Già governatore onorario della Banca d’Italia, infatti, per l’ex della Bce potrebbero riaprirsi le strade dell’insegnamento universitario dato che il contatto con i giovani e le lezioni lo hanno sempre affascinato. Quel che di certo non mancherà è il suo saper fare network, ovvero tessere e infoltire sempre di più la trama dei suoi rapporti internazionali che, oggi o domani, potrebbero tornare sempre utili. L’agenda dei suoi contatti, infatti, si scalda e le opportunità che gli si potrebbero presto presentare potrebbero richiedergli una rubrica di numeri con nomi di rilievo e spessore da avere al suo fianco (qui abbiamo fatto il bilancio dei venti mesi di governo Draghi).

Nato, Quirinale o senatore? Le ipotesi

Come riferisce Il Sole 24 Ore, infatti, tre sono le strade politiche de Draghi potrebbe percorrere, tra quelle possibili e le più remote. Di certo una di quelle da non sottovalutare è quella che porta alla nomina di senatore a vita, ma è tra le tante l’ultima da considerare tra le opportunità che potrebbero arrivare. Una di queste è davvero vicina, col 2023 che è anno di “rivoluzione” e di possibilità per Draghi. A settembre, infatti, scade il mandato di Jens Stoltenberg, attuale segretario generale della Nato, e le porte per l’ex premier potrebbero aprirsi. Dopo essere stato capo del governo in Italia, infatti, ci sarebbero tutte le carte in regola per prendere il posto del norvegese come segretario generale dell’organizzazione internazionale e il suo nome sarebbe ben visto nei circoli politici ed economici.

Sempre a Bruxelles c’è anche chi vede Mario Draghi come presidente della Commissione Ue, ma il mandato di Ursula von der Leyen è lontano dalla scadenza. La politica tedesca, infatti, vedrà scadere il mandato il 31 ottobre del 2024 e, salvo cambi di programma, si tratta di date lontane. Lontana è anche l’ultima ipotesi, ovvero quella di un Draghi in attesa del Colle, pronto a prendere il posto di Mattarella al Quirinale. Il settennato del Capo dello Stato è però appena iniziato e, salvo sorprese, i tempi saranno davvero lunghi.