Coronavirus, il virus accelera: dove si rischia un nuovo lockdown

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità il virus sta registrando nuove impennate

Secondo il capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, l’emergenza Covid non può considerarsi rientrata. Il virus, infatti, continua a diffondersi velocemente e, come se non bastasse, in tutto il mondo il numero di casi è raddoppiato nelle ultime sei settimane.

Le preoccupazioni dell’OMS

La nuova impennata di contagi da Coronavirus è in continuo monitoraggio da parte degli esperti, sempre più preoccupati per l’andamento galoppante del virus. Se la situazione non dovesse cambiare, come hanno spiegato, diversi paesi europei saranno costretti a procedere con un nuovo lockdown dopo l’estate.

Basta pensare che, quando l’OMS ha dichiarato lo stato di pandemia, a gennaio erano stati registrati 100 casi al di fuori della Cina e nessun decesso. Oggi in tutto il mondo i contagiati sono più di 16 milioni. Basta confrontare i numeri per capire quanto grave è la situazione.

Come se non bastasse, il virus continua ad accelerare e ogni giorno arrivano notizie sullo scoppio di nuovi focolai in Italia, Europa e nel resto del mondo.

Alla preoccupazione sulla salute pubblica si aggiunge però quella relativa al crollo economico nazionale e internazionale. Oggi i Paesi europei più a rischio stanno cercando di fare i conti con l’esigenza di proteggere il sistema sanitario e quella di non affondare l’economia.

I paesi più a rischio

Tra i Paesi che rischiano di andare incontro ad un nuovo lockdown c’è la Spagna, dove il numero di casi di Covid continua a preoccupare il resto del mondo. Per questo motivo, la Gran Bretagna ha deciso di sospendere i voli da e per il paese, imponendo la quarantena a chi rientra dal territorio spagnolo. Una decisione questa che, inevitabilmente, sta facendo soffrire molto il turismo (uno dei settori trainanti dell’economia).

Il Belgio ha scelto invece di inasprire le regole sul distanziamento sociale, tutto ciò per cercare di fermare quello che gli esperti hanno definito un aumento “preoccupante” dei contagi. Da mercoledì ai belgi sarà consentito vedere al massimo cinque persone al di fuori della loro cerchia familiare. Le misure sono arrivate dopo che il paese ha registrato 1.952 nuovi casi nella scorsa settimana, con un aumento di oltre il 70% rispetto alla settimana precedente.

La Francia ha preferito imporre il coprifuoco notturno e le limitazioni di accesso alle spiagge sulla costa atlantica. Dopo che diversi focolai hanno colpito la nazione la scorsa settimana, il Governo ha deciso di procedere così per evitare un nuovo lockdown.

Cattive notizie anche da Hong Kong e Cina: Hong Kong ha registrato un aumento dei contagi – pari a tre cifre – per il sesto giorno consecutivo (arrivando a 145 nuovi casi quotidiani) e la Cina continentale ha raggiunto il suo picco di contagi giornalieri, il più alto da aprile, con 68 nuove infezioni.

La Germania, consapevole di essere esposta al rischio di un nuovo lockdown, ha deciso di rendere obbligatori test e tamponi per i viaggiatori di ritorno dalle aree considerate a rischio. Come ha scritto su Twitter il ministro della salute, Jens Spahn, lo scopo è quello di “impedire ai viaggiatori di ritorno di infettare altre persone, innescando così nuove catene di infezione”.

Intanto in Italia il Governo ha deciso di prorogare lo stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020. In attesa del vaccino o onde evitare una seconda ondata di contagi, Conte non ha escluso l’approvazione di nuove “misure minimali di precauzione“.

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