Coronavirus e terza ondata, la previsione di Crisanti: Italia avrà record di morti

Il noto microbiologo e docente dell'Università di Padova, tra i personaggi più in vista di questa pandemia, ha parlato di terza ondata Covid

Nella giornata in cui in Italia si registrano ancora 632 morti per Covid, che portano il totale a 61.240 dall’inizio dell’emergenza, risuonano ancora più forti le parole di Andrea Crisanti.

Finito al centro di dure critiche per via delle sue parole sul vaccino, intervenuto a L’aria che tira da Myrta Merlino su La7, il noto microbiologo e docente dell’Università di Padova, tra i personaggi più in vista di questa pandemia, ha parlato di terza ondata.

Terza ondata Covid in Italia

“La terza ondata in queste condizioni è una certezza. Siamo in una situazione grave stabile, ci attende un inverno preoccupante”. 14.842 i nuovi contagi da Coronavirus oggi mercoledì 8 dicembre, ma solo perché in questi giorni di festa sono stati effettuati meno tamponi.

“Il calo dei positivi è legato al numero dei tamponi eseguiti. In Lombardia, che è stata zona rossa, la situazione migliora. In Veneto, zona gialla, i casi aumentano”.

Quasi a dire che quando le misure restrittive si allentano, l’aumento dei contagi è praticamente garantito. Esattamente lo scenario di fronte al quale potremmo trovarci nelle prossime settimane, quando in vista del Natale e delle feste tutta l’Italia potrebbe realisticamente trovarsi in zona gialla.

Il Dpcm del Governo è andato proprio in questo senso: limitare quanto più possibile i contatti, anche tra familiari, perché è proprio lì che si abbassano le difese e il rischio contagio aumenta fortemente. Ma non basta. Lo dimostrano, tra le altre cose, le immagini dello shopping natalizio in tutte le grandi città, da Nord a Sud.

Gli errori da non fare

“Prima che il vaccino abbia effetto passeranno mesi, ci attende un inverno preoccupante” è l’allarme di Crisanti, che mette in guardia anche su come “l’Italia alla fine della prossima settimana sarà il Paese con più morti in Europa: non è qualcosa di cui essere orgogliosi. Natale, con scuole chiuse e fabbriche a ritmo ridotto, va sfruttato per ridurre i contagi. L’obiettivo è mantenere l’attività economica o tutelare la salute? Bisogna trovare il giusto compromesso”.

La terza ondata è una certezza, “non c’è bisogno di previsioni”. Previsione nera quella di Crisanti, come quella di Walter Ricciardi. Con la riapertura delle scuole e delle attività produttive, “abbiamo offerto una grande occasione al virus e i contagi sono esplosi. Dopo l’estate avevamo in mano una situazione gestibile e ce la siamo lasciati sfuggire. I casi residui potevano essere gestiti”, ribadisce.

Già diversi giorni fa, Crisanti aveva espresso enormi perplessità riguardo al livello del dibattito sul Covid. “Rimango senza parole che si parli di sci con 600 morti al giorno. Andare a sciare per divertirsi sapendo che questo causerà un aumento dei contagi e dei morti? Penso che questo non sia un Paese normale”.

Se le feste di Natale e Capodanno si trasformano in un’occasione di assembramenti come durante l’estate, “ricominciamo da capo a gennaio e febbraio” conclude.

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