Coronavirus, quali sono i sintomi che possono durare più mesi

Non solo disturbi respiratori, ci sono dei sintomi da Covid che possono durare mesi

Il Coronavirus è un virus mutabile, imprevedibile, questo lo abbiamo sempre saputo: dottori e scienziati stanno lavorando duramente per poter tracciare la sua diffusione, ma ancora oggi tante sono le domande aperte. Da una recente indagine condotta da Linda Geddes, giornalista scientifica britannica, è emerso per esempio che vi sono dei sintomi da Covid che – a differenza di quelli più comuni – possono arrivare a durare mesi.

I sintomi da Covid che possono durare mesi

Il risultati del report di Linda Geddes sono stati pubblicati su Internazionale e dimostrano come, ad oggi, siano tante le persone che denunciano effetti indesiderati e persistenti dopo essersi ammalati di Covid. Ufficialmente guariti dunque, ma con disturbi di cui fanno fatica a liberarsi, che sono apparsi dopo aver contratto il Coronavirus e che continuano a persistere.

La Geddes è partita facendo una semplice domanda in un gruppo di supporto online sul Covid-19. Quando ha chiesto se qualcuno avesse riscontrato sintomi prolungati o insoliti, è stata letteralmente sommersa dalle risposte. Molti, persino le persone più sane e in forma prima del contagio, hanno lamentato ancora dolori al petto, problemi respiratori, indolenzimenti e spossatezza, altri dicono di soffrire di mal di testa e di improvvisi e fastidiosi pruriti in diverse parti del corpo.

C’è infine chi ha perso il senso dell’olfatto e del gusto, soffre di disturbi gastrici e ha registrato una notevole perdita di peso (fino a 19 chili in due mesi).

Perché è importante conoscere i sintomi

Secondo Danny Altmann, immunologo dell’Imperial college di Londra, la presenza più o meno prolungata di questi sintomi sembra slegata dalla gravità della malattia.

Non trattandosi nemmeno di ipocondria o di malattie immaginarie, Altmann ha specificato che probabilmente, a fronte di questi risultati, qualcosa andrebbe cambiato nel modo in cui si diagnostica e si cura il Coronavirus. Questi stessi sintomi, inoltre, dimostrerebbero che esistono diversi sottotipi della malattia. Per questo motivo è importante conoscerli, poiché dalla loro osservazione diventerebbe possibile prevedere i casi che possono evolversi in forme gravi.

Ansia e depressione, non solo problemi fisici

Ai sintomi riconosciuti dalle autorità, da quelli chiave come la perdita del gusto e dell’olfatto a quelli più comuni come le difficoltà respiratorie, si vanno poi aggiungendo sempre più disturbi di natura neurologica, tra cui: mal di testa, vertigini, convulsioni e allucinazioni, ma anche ictus e infarti con una frequenza insolita (specie nei più giovani).

Un dato allarmante, poi, riguarda i guariti da Covid che hanno iniziato a soffrire di ansia e depressione. Stando a quanto sostiene il virologo dell’università di Liverpool Julian Hiscox, esperto di Coronavirus, tutto questo non è però da attribuire al trauma psicologico. “Spesso le persone infette presentano una reazione infiammatoria estrema. Uno stato infiammatorio di questo tipo ha un impatto negativo sul cervello – ha spiegato – e il fenomeno può danneggiare le cellule nervose in aree cerebrali dedicate alla regolazione emotiva”.

Quando una persona può considerarsi pienamente guarita?

Secondo gli esperti, dopo la guarigione, possono passare mesi prima che i disturbi legati al Covid spariscano completamente. Molte persone, infatti, dai test sierologici risultavano pienamente guarite, ma – come abbiamo visto – ancora oggi lamentano problemi.

L’epidemiologo Tim Spector, dopo aver seguito 2 mila persone risultate positive al test, ha scoperto che la durata mediana dei sintomi è di 10 giorni, ma 1 persona su 10 ha manifestato disturbi per più di tre settimane, e 1 su 20 per più di un mese.

La lista dei sintomi imprevisti, cose se non bastasse, continua ad aggiornarsi giorno dopo giorno. Per questo motivo, molti ospedali si stanno attrezzando per allestire reparti dedicati non solo alla cura dei malati ma allo studio dei contagiati – sopravvissuti – che continuano a non stare del tutto bene. L’obiettivo, nell’attesa del vaccino, è quello di trovare soluzioni terapeutiche adatte ed efficienti.

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