Coronavirus, cosa succederà nei prossimi mesi: i 4 scenari Iss in base all’Rt

L'Istituto Superiore di Sanità ha elaborato un nuovo studio sulle criticità riscontrate nella prima fase pandemica, con possibili scenari futuri e lo sviluppo di nuovi strumenti per fronteggiarli

Crescono sempre più rapidamente i casi Covid, in Italia e nel mondo. Mentre nel Belpaese si è sfiorata quota 12mila, e le terapie intensive tornano a registrare aumenti (qui trovate la mappa regionale delle situazioni più critiche), un dato che viene considerato preoccupante per le conseguenze che potrebbe innescare sul sistema sanitario nazionale, una buona notizia, forse, c’è.

Covid, i dati sugli asintomatici

I numeri dicono che due terzi dei nuovi contagiati adesso sono asintomatici. “Un aspetto di cui tenere conto” ha commentato il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, intervenendo a Omnibus, su La7, spiegando che le nuove misure anti-Covid introdotte dal Governo Conte nel nuovo Dpcm sono state prese sulla base dei dati e sulle proiezioni di un modello che il nostro Paese ha deciso di adottare.

L’Istituto Superiore di Sanità ha elaborato un nuovo studio sulle criticità riscontrate nella prima fase pandemica, con possibili scenari futuri e lo sviluppo di nuovi strumenti per fronteggiarli, rafforzando i servizi sanitari, in particolare a fronte della co-circolazione del virus SARS-CoV-2 e di virus influenzali stagionali.

Entrambi i virus, infatti, presentano una sintomatologia simile e richiedono una conferma di laboratorio per accertare la diagnosi differenziale. Diventa quindi estremamente importante il monitoraggio concomitante di casi di infezione da SARS-CoV-2 e da virus influenzali e la realizzazione di test diagnostici molecolari multipli.

La rete InfluNet per monitorare l’influenza

Proprio con questo obiettivo l’ISS ha avviato l’integrazione nel sistema InfluNet della sorveglianza Covid, richiedendo ai laboratori della rete InfluNet di testare sistematicamente i tamponi pervenuti oltre che per virus influenzali anche per il virus Covid.

La rete si avvale del contributo dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dei referenti presso le Asl e le Regioni e della rete dei Laboratori di riferimento regionale. Si articola nella sorveglianza epidemiologica, che ha l’obiettivo di determinare l’inizio, la durata e intensità dell’epidemia stagionale, e la sorveglianza virologica, che ha come obiettivo il monitoraggio della circolazione dei diversi tipi, nonché sottotipi, di virus influenzali. Il 12 ottobre 2020 è iniziata la sorveglianza epidemiologica delle sindromi simil influenzali.

Il nuovo documento ISS ha l’obiettivo di rafforzare il coordinamento dei sistemi sanitari regionali e la pianificazione nazionale per fronteggiare un eventuale aumento nel numero di nuove infezioni da SARS-CoV-2. Si prevedono 4 diversi scenari possibili nella stagione autunno-inverno 2020-2021.

Scenario 1: Rt>1 per meno di 1 mese

Lo scenario 1 è quello che potrebbe presentarsi nel caso in cui la trasmissibilità non aumenti sistematicamente all’inizio dell’autunno, le scuole abbiano un impatto modesto sulla trasmissibilità e i sistemi sanitari regionali riescano a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai, inclusi quelli scolastici.

La situazione sarebbe di trasmissione localizzata, con focolai limitati a determinati territori, sostanzialmente invariata rispetto al periodo luglio-agosto 2020, con Rt regionali sopra soglia, cioè sopra 1, per periodi limitati, cioè inferiori a 1 mese, e bassa incidenza.

Scenario 2: 1<Rt<1,25

Lo scenario 2 riguarderebbe invece una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve e medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25.

Un’epidemia con queste caratteristiche di trasmissibilità potrebbe essere caratterizzata da una costante crescita dell’incidenza di casi e corrispondente aumento dei tassi di ospedalizzazione e dei ricoveri in terapia intensiva.

La crescita del numero di casi potrebbe però essere relativamente lenta, senza comportare un rilevante sovraccarico dei servizi assistenziali per almeno 2-4 mesi.

Scenario 3: 1,25<Rt<1,5

Lo scenario 3 riguarderebbe invece una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1,25 e Rt=1,5.

Un’epidemia con queste caratteristiche di trasmissibilità dovrebbe essere caratterizzata da una più rapida crescita dell’incidenza di casi rispetto allo scenario e potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi.

Se l’epidemia dovesse diffondersi prevalentemente tra le classi di età più giovani, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili, come gli anziani, il margine di tempo entro cui intervenire potrebbe essere maggiore.

Scenario 4: Rt>1,5

Infine, lo scenario 4, il peggiore. Vedrebbe una situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1,5.

Anche se una epidemia con queste caratteristiche porterebbe a misure di mitigazione e contenimento più aggressive nei territori interessati, uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi.

La crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1,5 mesi, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra le classi di età più giovani, come osservato nel periodo luglio-agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili, come gli anziani.

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