Coronavirus, rientro a scuola sicuro: per bambini rischi minimi, ma ecco le categorie più a rischio

Quanto è sicuro il rientro a scuola di bambini e ragazzi? Secondo diversi studi, ultimo il BMJ inglese, i genitori dovrebbero essere "rassicurati". Ma alcune categorie sono più esposte ai rischi di altre

Quanto è sicuro il rientro a scuola di bambini e ragazzi? Secondo diversi studi, ultimo il BMJ inglese, i genitori dovrebbero essere “rassicurati”. Il Covid-19 non ha causato la morte di studenti sani nel Regno Unito, dicono i ricercatori.

Posto che l’attenzione è massima, e il CTS ha elaborato una serie di linee guida contenute nel protocollo che tutte le scuole saranno chiamate e rispettare, i dati italiani finora hanno dimostrato che i bambini e i giovani sotto i 20 anni, oltre ad essere molto spesso asintomatici, avrebbero una suscettibilità all’infezione pari a circa la metà rispetto a tutti gli altri.

Lo studio inglese BMJ

Ora, lo studio inglese BMJ ha esaminato 651 bambini con Coronavirus negli ospedali in Inghilterra, Galles e Scozia. Ha riguardato i due terzi di tutti i ricoveri di bambini nel Regno Unito a causa del Covid-19 tra gennaio e luglio e ha confermato ciò che già era noto, spiegano gli esperti, riguardo agli effetti negativi minimi del virus sui bambini.

Un numero molto basso di bambini è stato ricoverato in terapia intensiva e i ricercatori hanno riportato un tasso di mortalità molto basso, in particolare rispetto agli adulti, ma anche rispetto al tasso di mortalità dovuto ad altre infezioni, come influenza, varicella, meningite gruppo A e altre cause di morte infantile, come ad esempio gli incidenti stradali.

Rischi molto bassi

Anche se recenti studi dimostrano che il virus può sopravvivere nelle vie respiratorie dei più piccoli anche fino a 21 giorni, anche se senza generare sintomi, il rischio dei bambini di aver bisogno di cure ospedaliere per Coronavirus è “minuscolo” e quello di cure per situazioni critiche “ancora più piccolo”.

Lo studio ha rilevato che un 1% “sorprendentemente basso” di questi 651 bambini e giovani – 6 in totale – è morto in ospedale con Covid-19 rispetto al 27% di tutti gli altri gruppi di età. Il 18% dei bambini necessitava di cure intensive. I 6 morti avevano però avuto condizioni di salute di base già profondamente difficili, e la loro vita era già considerata a rischio. I bambini in queste condizioni sono più vulnerabili al virus e devono prendere precauzioni, hanno detto i ricercatori. Ma per altri il rischio è estremamente basso.

Le categorie più a rischio tra i bambini

Per alcune categorie, tuttavia, dice la ricerca, i rischi sono risultati maggiori: bambini neri, obesi e quelli molto piccoli hanno un rischio leggermente maggiore.

“Non ci sono stati decessi in bambini in età scolare altrimenti sani”, ha detto l’autore dello studio, il prof. Calum Semple dell’Università di Liverpool. Per questo, assicura, “non ci sono danni diretti da parte dei bambini che tornano a scuola”, ha aggiunto.

I sintomi

I sintomi più comuni nei bambini ricoverati in ospedale erano febbre, tosse, nausea o vomito e mancanza di respiro. I bambini più grandi avevano maggiori probabilità di avere mal di stomaco, mal di testa e mal di gola.

Dei 651 bambini analizzati, il 42% aveva una condizione di salute già compromessa: le più comuni erano malattie che colpiscono il cervello e il sistema nervoso (11%), il cancro (8%) e l’asma (7%). Ma avere l’asma, a differenza dell’obesità, non ha aumentato le probabilità che i bambini avessero bisogno di cure intensive.

Dei bambini sottoposti allo studio, a 52 è stata anche diagnosticata una sindrome infiammatoria multisistemica legata al Coronavirus. Questi bambini – nessuno dei quali è morto – avevano più probabilità degli altri di essere più grandi, circa 10 anni di media, e di appartenere a quelle che lo studio definisce “minoranze etniche”. Ed avevano cinque volte più probabilità di essere ricoverati in terapia intensiva, dove comunque hanno risposto bene al trattamento.

Sulla base della ricerca, i sintomi del Covid potrebbero ora essere estesi anche affaticamento, mal di testa, mal di gola e dolori muscolari, hanno detto i ricercatori, oltre ai sintomi già elencati dall’Organizzazione mondiale della sanità.

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