Coronavirus, in arrivo nuovo Dpcm Conte: le anticipazioni del ministro Speranza

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto le sue comunicazioni alla Camera in merito al nuovo Dpcm in arrivo che porterà con sé nuove misure di contenimento Covid

Nel mondo si è arrivati a sfiorare i 35 milioni di casi. Il quadro internazionale, europeo e nazionale, segnala una mutazione di fase rispetto ai mesi passati. In due mesi in Italia c’è stato un salto in avanti, un “aumento significativo” di contagiati e ricoveri per Covid-19.

Attualmente nel nostro Paese sono 58.900 le persone positive, il 6 agosto erano 12.600. I ricoverati con sintomi sono 3.487, mentre i pazienti in terapia intensiva sono 323, contro 30 in estate. Il Covid non arretra e anzi torna a far paura, anche nel Belpaese che sembrava lontano da una seconda ondata fino a pochi giorni fa.

Il Governo fa sapere che sta rafforzando la capacità di testing, ritenuta un’“arma fondamentale” per gestire questa fase di transizione. Nei giorni scorsi è stata superata la soglia dei 120mila test al giorno, soglia molto più alta rispetto a prima.

Cosa ha detto il ministro Speranza

Il ministro della Salute Roberto Speranza, nelle sue comunicazioni alla Camera in merito al nuovo Dpcm in arrivo che porterà con sé nuove misure di contenimento del Coronavirus, rassicura sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale, ma i numeri, dice, “non devono illudere nessuno”. “L’emergenza non è finita, ora dobbiamo alzare il livello di guardia”.

Speranza ricorda che l’Italia è tra i grandi Paesi europei, insieme alla Germania, che sta reagendo meglio a questa seconda ondata. Ma sarebbe sbagliato pensare di esserne fuori. “Sarebbe una valutazione priva di fondamento”. C’è una fase di “peggioramento oggettivo”: l’Italia sta meglio rispetto ad altri Paesi europei, ma da nove settimane i numeri sono in crescita lungo tutto lo Stivale.

Com’è cambiato il Covid in Italia

A febbraio, marzo e aprile il virus aveva colpito un pezzo d’Italia circoscritto, la Lombardia e alcune aree del Nord: oggi, invece, non c’è più una dinamica di territorialità. “I numeri segnalano una crescita diffusa e generalizzata che tocca tutti i territori. Nessuna Regione può sentirsi fuori dai rischi”.

I risultati ottenuti dall’Italia sul fronte della lotta a Covid-19 “non sono acquisiti per sempre. La sfida è aperta e tutto si rimette in discussione ogni giorno. Per questo bisogna insistere e continuare su quella linea della prudenza che finora credo ci abbia guidato”.

Per questo il premier Giuseppe Conte ha già annunciato pubblicamente che la valutazione del Governo va nella direzione di una continuità rispetto allo stato di emergenza fino al 31 gennaio, così come però ha smentito che si procederà a nuove chiusure di bar, ristoranti e locali.

Speranza rivendica l’“impalcatura istituzionale” costruita in questi mesi, che gravita attorno alla Protezione civile come “soggetto fondamentale”, ai suoi poteri di ordinanza, al commissario straordinario, al ruolo del Comitato tecnico scientifico che ha aiutato e supportato il Governo, le Regioni, persino i soggetti sociali nell’individuazione di strade adeguate.

Qui l’approfondimento di QuiFinanza su tutte le misure in arrivo.

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