Coronavirus, chi muore di più in Italia nella seconda fase: il report ISS

Mentre il Covid continua nella sua preoccupante avanzata, si osserva come, nel secondo trimestre dell’epidemia Covid, sia cambiata in parte la caratterizzazione dei decessi

Mentre il Covid continua nella sua preoccupante avanzata (qui trovate la mappa regionale delle situazioni più critiche per le terapie intensive), e dopo che l’Oms ha dichiarato che al momento l’unica cura davvero efficace contro il virus è il desametasone, si osserva come, nel secondo trimestre dell’epidemia Covid, sia cambiata in parte la caratterizzazione dei decessi.

Come sono cambiate le morti di Covid in Italia

A dirlo è l’aggiornamento del report ISS sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2, pubblicato su Epicentro. A morire di più per Covid, oggi, sono persone più anziane: è cioè aumentata leggermente l’età media, ma non solo. E’ anche aumentato, in proporzione, il numero di donne.

Tra le co-morbosità preesistenti, nei decessi del secondo periodo, aumentano le persone con fibrillazione atriale, demenza (che sono più che raddoppiate) e insufficienza respiratoria cronica (quasi raddoppiate).

Aumentano i decessi di persone con 3 o più patologie preesistenti e diminuiscono quelli con meno patologie o nessuna. Questo, spiega l’Istituto Superiore di Sanità, sembra indicare che nel secondo periodo i decessi riguardano persone più anziane e con una condizione di salute preesistente peggiore rispetto ai decessi relativi al primo trimestre.

Perché il dato del secondo periodo è diverso dal primo

Il dato, sottolineano gli autori dello studio, può essere spiegato da maggiori conoscenze circa l’infezione e maggiori capacità e tempestività di cura nel periodo giugno-agosto.

Inoltre, è verosimile che nei mesi di marzo e aprile il Coronavirus sia stato sotto-diagnosticato in molti deceduti anziani fragili, come per esempio quelli nelle RSA. Questo può aver portato una sottostima del carico di patologie dei morti in quel periodo.

I 4 scenari Iss

Proprio sulle criticità riscontrate, nella prima fase pandemica, e sull’elaborazione di possibili scenari futuri e lo sviluppo di nuovi strumenti per fronteggiarli rafforzando i servizi sanitari si concentrano l’ISS e il Ministero della Salute, che in una nuova pubblicazione (QuiFinanza ne ha parlato qui) esaminano i possibili 4 scenari che ci attendono a seconda dell’indice di contagio Rt, in particolare a fronte della co-circolazione del virus SARS-CoV-2 e di virus influenzali stagionali.

Entrambi i virus, infatti, presentano una sintomatologia simile e richiedono una conferma di laboratorio per accertare la diagnosi differenziale. Diventa quindi estremamente importante il monitoraggio concomitante di casi di infezione da SARS-CoV-2 e da virus influenzali e la realizzazione di test diagnostici molecolari multipli.

Questo documento ha l’obiettivo di rafforzare il coordinamento dei sistemi sanitari regionali e la pianificazione nazionale per fronteggiare un eventuale aumento nel numero di nuove infezioni da SARS-CoV-2.

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