Coronavirus, Capua sulla movida: ecco le regole da seguire

La virologa è d'accordo sulla stretta sulla movida prevista dal nuovo Dpcm in approvazione dal governo

Il governo stringe sempre di più le norme sulla vita notturna e luoghi di socialità, per cercare di contrastare la nuova ondata epidemica da Covid-19: stop alla somministrazione di alcolici da asporto dalle 21, così come agli assembramenti fuori da bar, vinerie, pub e ristoranti, chiusura dei locali alle 24, blocco totale alle feste in luoghi pubblici e anche a quelle private, limite ai commensali nei ristoranti. Sono solo alcune delle norme che saranno contenute nel prossimo Dpcm.

Coronavirus, Capua sulla movida: la proposta

Proprio sulle nuove regole dirette a limitare la movida, la virologa Ilaria Capua, direttore del One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, propone, in un’intervista al Corriere della Sera, di trovare un modo per ripensare le uscite serali nei luoghi di svago e divertimento.

La ricercatrice dice di essere d’accordo sulle nuove misure e spiega perché “sono situazioni in cui si tende a stare senza mascherina a parlare ad alta voce. Ricordiamoci che urlare e cantare sono i modi migliori per diffondere il virus. La movida va reinventata, altrimenti il virus continuerà a circolare tra i giovani adulti: qualcuno di loro arriverà alla forma grave dell’infezione. Inoltre i giovani possono contagiare parenti, amici e colleghi più in là con gli anni. Per un po’ certe cose non si potranno fare, bisogna cercare soluzioni alternative, creative. La si può anche vedere sotto l’aspetto economico: un paziente in terapia intensiva costa al Sistema sanitario circa 100mila euro“.

Se la vita notturna è uno dei fattori responsabili della diffusione sempre maggiore dei contagi da Covid-19, Ilaria Capua solleva invece dalle colpe le scuole: “In Italia abbiamo la fortuna di averle aperte dopo altri Paesi europei e quindi con una certa consapevolezza di quel che poteva succedere. La circolazione virale nelle scuole c’è, ma non è la causa dell’esplosione dei contagi”.

Di fronte al nuovo quadro che si va delineando in questa nuova fase dell’epidemia da coronavirus, la virologa prova comunque a esprimere un messaggio di ottimismo: “Voglio vedere il lato positivo di questa catastrofe. Le misure di sanità pubblica che abbiamo imparato non vanno dimenticate – conclude Capua – e questo deve essere un impegno della comunità scientifica: lavarsi le mani, vaccinarsi contro l’influenza. Abbiamo poi l’opportunità di ripensare alcuni grandi sistemi all’insegna della sostenibilità: mobilità, lavoro, salute. Dovremo creare ambienti di vita più resilienti”.

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