Coronavirus, Governo al lavoro sul Piano vaccini: quando parte e come funziona

Nonostante una lieve flessione della curva dei contagi, il Covid resta un duro nemico da combattere. Arcuri e Speranza al lavoro sul Piano vaccini

Sono 29.003 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia segnalati ieri nel bollettino del ministero della Salute rispetto al giorno precedente. Per la prima volta nella seconda ondata, è sceso il numero di ricoverati in terapia intensiva. Una lieve e costante flessione, dunque, rispetto ai trend delle scorse settimane. Ma ancora non basta per dirsi fuori dal pericolo.

Ieri, i morti per Covid sono stati 822 morti, che portano il totale a 52.850 dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Cifre drammatiche, che fotografano una realtà che non va assolutamente sottovalutata, soprattutto adesso che si iniziano a intravedere i primi effetti degli sforzi fatti.

Il Piano vaccini di Arcuri e Speranza

Le misure prese dal Governo, con le relative restrizioni, hanno innescato come ovvio un trend positivo, ma non basta. L’Italia è sulla “buona strada” per uscire dall’emergenza, ma il Coronavirus potrà essere sconfitto solo grazie alla “forza d’urto” rappresentata dall’arrivo dei differenti vaccini previsto per l’avvio del 2021.

A dirlo chiaramente è il “super” commissario all’emergenza Domenico Arcuri, bersagliato dalle critiche per via degli evidenti ritardi nella gestione (in capo a lui) dei piani di emergenza regionali, pronti ma, non si sa perché, lasciati in estate a prendere polvere nei cassetti.

Il Covid potrà essere sconfitto solo con l’inizio di quella che lui definisce “la più grande campagna di vaccinazione di massa che la nostra generazione ricordi”. La curva dei contagi si sta finalmente raffreddando, “se non addirittura congelando”, dice Arcuri, ma non è ancora il momento di abbassare la guardia.

“Abbiamo un’epidemia che ancora si fa sentire con grandissima forza. Anche se, dopo molte settimane difficilissime, stiamo vedendo segnali che vanno nella direzione giusta” dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella giornata clou, oggi 27 novembre, che sarà caratterizzata dai nuovi dati del monitoraggio Iss sull’emergenza Coronavirus, che potrebbero portare a importanti novità per le Regioni in zona rossa e arancione.

Quando parte la vaccinazione e come funziona

Il vero nodo, di fatto, è il vaccino. Speranza e Arcuri sono impegnati sul fronte della distribuzione, conservazione e somministrazione delle dosi che dovrebbero essere inoculate a partire già dalla seconda metà di gennaio. “Stiamo preparando la rete di distribuzione, conservazione e somministrazione dei vaccini”.

Se l’Ema e Aifa autorizzeranno l’immissione in commercio, nell’ultima decade di gennaio si partirà con la somministrazione delle prime dosi del vaccino agli italiani. Naturalmente la priorità sarà per gli operatori sanitari e le persone più fragili, come gli anziani delle Rsa. Per alcune categorie il vaccino potrebbe essere obbligatorio, come anticipato dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.

“Il ministro Speranza sta definendo il piano per la vaccinazione di massa” ha detto ad Agorà. “Abbiamo almeno 5 vaccini arrivati alla fine della sperimentazione, stiamo aspettando che l’ente di certificazione europeo ammetta la loro immissione in commercio”.

Allo studio c’è un doppio modello (qui trovate l’approfondimento di QuiFinanza): uno “freeze” per il vaccino Pfizer, l’altro “cold” per gli altri sieri con caratteristiche differenti. Inoltre, ci sarebbero già pronti – ed è stato condiviso con le Regioni – ben 300 presidi per la somministrazione del vaccino su tutto il territorio nazionale.

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