Discoteche in Sardegna: inchiesta per epidemia colposa, cosa succede ora a Solinas

Dopo il servizio di Report sulle discoteche aperte in Sardegna, la Procura di Cagliari ha deciso di aprire un'inchiesta per epidemia colposa. Che potrebbe però subito sgonfiarsi

Dopo il servizio di Report sulle discoteche aperte in Sardegna questa estate (di cui vi abbiamo parlato qui), la Procura di Cagliari ha deciso di aprire un’inchiesta per epidemia colposa.

Inchiesta per epidemia colposa

I magistrati vogliono vederci chiaro e capire se la Regione abbia consentito l’apertura dei locali della Costa Smeralda nonostante fosse a conoscenza dei rischi connessi alla possibile diffusione del Covid.

Attenzione massima è posta sul parere del Comitato tecnico scientifico che risulterebbe allegato alla decisione del governatore Solinas di riaprire le discoteche. Nel servizio di Report diversi consiglieri regionali fanno riferimento più volte a quel documento, ma dichiarando di non averlo mai visto.

Report ha ricostruito le pressioni e i condizionamenti che hanno agito nell’ombra, inducendo la politica a correre rischi molto elevati nella gestione dei contagi. In particolare Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale, ha spiegato i retroscena dell’ordinanza che ha lasciato aperte le discoteche sull’isola fino al 16 agosto, dieci giorni dopo la decisione di chiuderle del Governo.

Cocciu spiega di aver ricevuto “tante telefonate, gestori che ci chiedevano di tirare qualche giorno in più. Billionaire e Phi Beach avevano per esempio contratti stratosferici con dj importanti”. E avrebbero pagato penali salatissime se gli eventi fossero saltati. “Si trattava di lasciare aperte le discoteche solo qualche giorno in più, fino a Ferragosto: lo sapevamo che i contagi stavano salendo, abbiamo rischiato” dice.

Il parere del Cts in una mail?

Ora, a quanto si apprende, il parere del Comitato tecnico scientifico sardo ci sarebbe e sarebbe favorevole. Il giorno dopo il blitz della polizia alla Regione per acquisire i documenti emergerebbe che l’ordinanza sarebbe arrivata dopo la mail favorevole di uno degli esperti, Stefano Vella, che sarebbe stata considerata espressione di tutto il Comitato.

Vella, invece, sentito ieri sera per un’ora dagli investigatori, ha chiarito che la sua mail inviata l’11 agosto non era da intendersi come un parere positivo del Cts all’apertura delle discoteche ma, parlando “solo a titolo personale”, si trattava di indicazioni per “ridurre il danno di una scelta politica che era già stata presa”. Considerato peraltro che il Cts si era sempre ufficialmente opposto alla riapertura delle discoteche, ritenendola pericolosa e sbagliata, visto il grande afflusso di turisti sull’isola.

Ora, l’indagine della Procura potrebbe andare verso l’archiviazione, almeno per quanto riguarda la parte sul reato di epidemia colposa.

C’è un legame tra discoteche e contagi?

Intanto, la Procura di Tempio Pausania, competente per il territorio della Gallura, sta effettuando un’indagine per capire se ci sia realmente stato un incremento dei contagi da Covid così da verificare se esista un eventuale nesso di causalità tra la riapertura delle discoteche e la diffusione dell’epidemia in Sardegna.

Il governatore della Sardegna Solinas non ha usato mezzi termini per commentare quanto sta accadendo: “Qualcuno ha montato dei casi mediatici che hanno generato un’immagine negativa della Sardegna, come untrice del resto d’Italia”, queste le parole di Solinas alla stampa”.

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