Coronavirus, stiamo precipitando: la crescita dei contagi è diventata esponenziale

Continua inarrestabile la sua corsa il Covid in Italia. E la curva dei nuovi positivi ormai è tale da definire una situazione di crescita esponenziale

Continua inarrestabile la sua corsa il Covid in Italia. I dati di venerdì 23 ottobre sono impietosi: 19.143 i nuovi casi Covid, nuovo record assoluto di contagi nel nostro Paese, a fronte di 182.032 tamponi effettuati. Il totale dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale così a 484.869 dall’inizio della pandemia.

Le terapie intensive sono aumentate di 57 unità rispetto alla giornata precedente, sfondando la soglia critica delle mille, le stesse del primo giorno di lockdown nazionale il 9 marzo: sono 1.049 le persone attualmente ricoverate in terapia intensiva.

Perché l’Italia sta precipitando

I numeri dell’epidemia dicono che stiamo fallendo. Il ritardo sui tamponi, sul tracciamento, sull’organizzazione è evidente, ormai, e dimostra carenze importanti da parte di Governo e istituzioni nell’affrontare la crisi.

“Provare a rassicurare dicendo che la situazione dei contagi da Coronavirus in Italia non è come a marzo è come cadere dal 20esimo piano e arrivati al terzo dire ‘fin qui tutto bene’. Il problema non è come si sta al terzo piano, ma cosa succede dopo”.

A dirlo è il cofondatore di YouTrend e professore all’Università di Bologna Lorenzo Pregliasco in un’intervista all’Huffington Post, che aveva appunto previsto tra ieri e oggi il superamento dei ricoveri in terapia intensiva.

Cosa c’è di uguale e cosa di diverso tra oggi e marzo

“È un mantra piuttosto debole dire che non siamo come a marzo. Significa dire che non è confrontabile con la peggiore crisi sanitaria e di morte che abbiamo avuto negli ultimi 70 anni. Chi fa questo paragone prende a confronto un precedente non proprio positivo o accettabile, innanzitutto”.

La seconda osservazione è che è un’affermazione “sostanzialmente falsa: chi la fa usa il paragone con marzo per tranquillizzare rispetto alla situazione attuale. Ciò non significa che bisogna farsi prendere dal panico, perché il panico non serve mai, ma vuol dire che oggi vediamo un trend di crescita di alcuni indicatori che è del tutto paragonabile a quello di fine febbraio/inizio marzo”.

La differenza di oggi rispetto a marzo è importante, però: allora questo dato era concentrato soprattutto in un’unica regione o due, mentre oggi questa situazione è più diffusa, spiega Pregliasco. “Questo aspetto da un lato può essere considerato positivo, perché la pressione è più diluita. Dall’altro è un rischio perché vuol dire che la situazione può peggiorare in maniera diffusa in tutto il Paese”.

Come sta andando il sistema test & tracing

Intanto, come anche confermato a noi di QuiFinanza dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, il sistema di test & tracing sembra saltato. “Il meccanismo del tracciamento inizia a mostrare criticità pesanti dal punto di vista dell’accessibilità ai tamponi e dei risultati. Quando il numero dei positivi sale così tanto, diventa difficile tracciare: si possono tracciare 100 casi, non 10mila”.

Questo è il primo ostacolo, che si lega direttamente al secondo, ovvero la difficoltà di accesso ai test (qui trovate la guida di QuiFinanza ai tamponi). Questa difficoltà, unita ai tempi di attesa dei risultati, fa inceppare il meccanismo di individuazione dei nuovi positivi e andare fuori controllo il contagio.

Perché la crescita è esponenziale

Ciò che è importante capire è a questo punto se siamo o no in una situazione di crescita esponenziale del contagio. E purtroppo la risposta è sì.

“Nel momento in cui si ha un raddoppio stabile di settimana in settimana c’è chiaramente una crescita esponenziale” precisa Pregliasco. “Poi può essere che, guardando i dati giorno per giorno, non lo sia quotidianamente, nel senso che ci sono delle oscillazioni”.

Però il dato settimanale è chiaro: se la crescita percentuale è stabile, ed e così è stato su base settimanale negli ultimi 14 giorni, la crescita è esponenziale. “Questa non è un’interpretazione, è matematica”.

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