Coronavirus, per quanto sono contagiosi i bambini (anche se asintomatici)

I risultati dello studio condotto da un team del Children’s National Hospital di Washington e pubblicata sulla rivista di settore Jama Pediatrics

I bambini possono conservare il Coronavirus nel naso e nella gola per ben 3 settimane anche se non mostrano alcun sintomo, il che potrebbe spiegare come il virus possa diffondersi silenziosamente.

Questo quanto dimostrato dai ricercatori della Corea del Sud in uno studio appena effettuato. La ricerca è stata condotta da un team del Children’s National Hospital di Washington e pubblicata sulla rivista di settore Jama Pediatrics.

Cosa dice la ricerca

Per quanto le evidenze fino ad oggi dicano che i rischi per i bambini sono molto limitati, “ci sono vari punti importanti che emergono da questo studio”, ha spiegato la coordinatrice del gruppo di ricerca Roberta DeBiasi. Uno è il gran numero di pazienti asintomatici, circa un quinto del totale. L’altro è che per un vasto gruppo, per cui si pensava che i sintomi lievi passassero rapidamente, in realtà sono durati settimane. E  anche i bambini asintomatici continuano a diffonder a lungo il virus, diventando dei potenziali vettori.

Nella loro ricerca viene dunque dimostrato come casi di positività asintomatici nei bambini potrebbero essere state associati alla trasmissione silenziosa del Covid. Questo studio, spiegano i ricercatori, è in linea con i dati degli adulti, secondo cui fino al 40% degli adulti può rimanere asintomatico di fronte all’infezione.

Lo studio ha incluso dati su 91 bambini asintomatici, presintomatici e sintomatici con diagnosi di Covid-19 tra il 18 febbraio e il 31 marzo in 22 centri in tutta la Corea del Sud. Tra questi pazienti, 20 di loro (il 22%) non hanno mostrato alcun sintomo evidente e sono rimasti asintomatici durante lo studio. Altri 18 bambini (il 20%) erano presintomatici, il che significa che non sembravano aver sintomi o non si sentivano male in quel momento, ma alla fine hanno avuto i sintomi in seguito. In totale, 71 bambini (il 78%) hanno mostrato sintomi, tra cui febbre, tosse, diarrea, dolore addominale e perdita dell’olfatto o del gusto.

Quanto duravano i sintomi

La cosa interessante dello studio è che la durata dei sintomi variava da 1 a 36 giorni. Questo suggerisce che anche i bambini poco o moderatamente colpiti dal Covid rimangono sintomatici per lunghi periodi di tempo.

I dati hanno mostrato che solo l’8,5% di quei pazienti con sintomi è stato diagnosticato con Covid-19 nel momento in cui sono iniziati i sintomi. La maggior parte (il 66,2%) dei pazienti con sintomi presentava sintomi che non erano stati riconosciuti prima della diagnosi e il 25,4% ha sviluppato sintomi dopo la diagnosi.

“Questo evidenzia che i bambini infetti possono avere maggiori probabilità di passare inosservati con o senza sintomi e continuare con le loro normali attività, il che può contribuire alla circolazione virale all’interno della loro comunità”, hanno scritto DeBiasi e Delaney. I dati italiani finora hanno dimostrato che i bambini e i giovani sotto i 20 anni, oltre ad essere molto spesso asintomatici, avrebbero una suscettibilità all’infezione pari a circa la metà rispetto a tutti gli altri.

Covid rimasto nel tratto respiratorio

Lo studio ha rilevato che il materiale genetico del virus era rilevabile nei bambini per una media di 17,6 giorni complessivi. Anche nei bambini che non avevano sintomi, il virus è stato rilevabile in media per 14 giorni. È anche possibile che il virus sia rimasto nei bambini anche più a lungo, afferma lo studio, perché la data dell’infezione iniziale non è stata identificata.

Tuttavia, questo non significa necessariamente che i bambini stessero diffondendo il virus, dicono gli esperti. La presenza del materiale genetico del virus nei tamponi “non deve essere equiparata alla trasmissione, in particolare nelle persone che non hanno sintomi importanti come tosse e starnuto”.

Inoltre, metodi di rilevamento molecolare sensibili possono rilevare virus infettivi vitali ma anche non vitali o frammenti di RNA senza capacità di trasmissione. Sono inoltre necessarie ulteriori ricerche per determinare se risultati simili potrebbero emergere tra un gruppo più ampio di bambini provenienti da altre parti del mondo.

Cosa sta succedendo in Usa

Lo studio esce in un momento in cui i centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie sono stati criticati per aver modificato le proprie linee guida sui test asintomatici, che l’American Academy of Pediatrics ha definito “un pericoloso passo indietro”.

Le linee guida aggiornate stabiliscono che le persone senza sintomi potrebbero non aver bisogno di essere testate, anche se sono state in stretto contatto con un positivo al virus.

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