Coronavirus, l’ombra dell’attacco russo alla ricerca sul vaccino: le accuse

Coronavirus, continua la ricerca: le spie russe prendono di mira la ricerca sul vaccino Covid-19

Secondo il National Cyber Security Centre (NCSC) del Regno Unito, le spie russe starebbero prendendo di mira le organizzazioni che attualmente stanno lavorando al vaccino contro il Coronavirus in Inghilterra, Stati Uniti e in Canada. L’attacco, è stato poi aggiunto, sarebbe partito da hacker che “quasi certamente” fanno parte dei servizi di intelligence legati al Cremlino.

Coronavirus, l’ombra dell’attacco hacker alla ricerca sul vaccino: i russi negano

Nel comunicato rilasciato dalla NCSC non è stato specificato quali organizzazioni siano state colpite dall’attacco russo, né tanto meno è stato detto quali dati gli hacker hanno cercato di rubare. Ad oggi, di fatto, non si sa nemmeno se siano entrati in possesso di informazioni rilevanti.

Quello che sappiamo per certo, stando alla versione ufficiale, è che la ricerca sul vaccino anti-Covid non è stata compromessa, mentre la Russia ha negato ogni coinvolgimento in tutta questa storia.

Le accuse alla Russia

Nonostante le smentite, le agenzie di sicurezza sembrano non avere dubbi, le ricerche sull’attacco volto a rubare informazioni sul vaccino portano tutti ad un’unica strada: i russi. Il gruppo di hacker che ha già agito in passato e, stando a quanto emerso, questa volta ha lasciato diverse tracce, tutti ricollegabili allo stato russo.

A puntare il dito contro la Russia sono i servizi di sicurezza di diversi paesi, ovvero: la UK’s NCSC, il Canadian Communication Security Establishment (CSE), l’United States Department for Homeland Security (DHS) Cyber-security Infrastructure Security Agency (CISA) e l’US National Security Agency (NSA). Si tratta di organizzazioni che in passato, in situazioni simili, hanno sempre scelto la via della cautela, eppure questa volta, piuttosto che parlare in generale di “hacker appoggiati dallo stato”, hanno deciso di non rimanere sul vago.

Nello specifico, le agenzie britanniche, statunitensi e canadesi hanno affermato che gli hacker hanno sfruttato i difetti di un software per ottenere l’accesso a sistemi informatici vulnerabili, utilizzando un malware chiamato WellMess e WellMail per caricare e scaricare file da computer infetti.

Cosa si sa sull’attacco

Le uniche informazioni trapelate fino ad ora su questo gruppo di hacker sono state fornite dall’NCSC: il loro nome in codice è APT29, ma sono noti anche come The Dukes o Cozy Bear. Secondo l’agenzia è praticamente certo che il gruppo faccia parte dei servizi di intelligence russi.

Cozy Bear viene identificato per la prima volta nel 2014 ed è stato coinvolto nell’hacking del Comitato nazionale democratico statunitense (DNC) durante le elezioni presidenziali degli Stati Uniti nel 2016. Nel 2017 ha attaccato il partito laburista norvegese, i ministeri della difesa e stranieri, nonché il servizio di sicurezza nazionale del paese

Come scritto nel rapporto diramato dall’agenzia: “Per tutto il 2020, APT29 ha preso di mira varie organizzazioni coinvolte nello sviluppo delle cure anti-Coronavirus in Canada, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con tutta probabilità con l’intenzione di rubare informazioni e proprietà intellettuale relative allo sviluppo e al test dei vaccini Covid-19″.

Gli interessi intorno al vaccino

Che qualcuno stia tramando per arrivare per primo al vaccino non stupisce, sulle cure anti-Coronavirus ruotano intono molti interessi. Vogliono tutti arrivare per primi, non solo i russi, per questo motivo, secondo gli esperti, dietro all’attacco potrebbero non esserci solo i russi.

Intanto, il segretario agli Esteri britannico Dominic Raab ha però dichiarato: “È assolutamente inaccettabile che i servizi di intelligence russi prendano di mira coloro che lavorano per combattere la pandemia di Coronavirus”.

“Mentre gli altri perseguono i loro interessi egoistici con comportamenti sconsiderati – ha aggiunto – il Regno Unito e i suoi alleati si stanno impegnando per trovare un vaccino e proteggere la salute globale”.

All’inizio del 2020, inoltre, John Demers, un assistente procuratore generale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, aveva dichiarato che un gruppo di hacker a servizio dei governi stranieri stavano cercando di rubare informazioni sui vaccini anti-Covid. Questo perché, come ha spiegato lo stesso, la prima nazione a trovare un vaccino acquisirà un peso sulla scena mondiale che le assicurerà un successo storico indiscusso a livello geopolitico.

Per questo motivo che altri gruppi stiano tramando nell’ombra per rubare informazioni non è solo probabile, ma praticamente certo.

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