Tutti contro Conte: quali regole anti Covid non sono state rispettate durante il suo comizio

Conte travolto dalle polemiche, i lavoratori del mondo dello spettacolo chiedono risposte concrete

Da mesi ormai gli operatori del mondo dello spettacolo chiedono di essere ascoltati dal Governo: servono delle regole, precise, per far ripartire a pieno regime un settore che è fermo da troppo tempo. Dai concerti ai teatri, fino a tutti gli eventi dal vivo, il ricorso al Green pass per raggiungere la capienza piena è una richiesta di cui – quasi all’unanimità – si tratto facendo portavoce in molti. Infatti, i posti dimezzati, distanziati e a sedere non bastano, perché non sempre permettono agli artisti di rientrare con i costi.

Concerti rimandati e appelli al Governo rimasti inascoltati: il “caso Cosmo” apre la strada alla polemica che ha travolto Conte

I numerosi appelli lanciati da cantanti, attori e vip in generale – da Fedez a Cosmo, fino ad Achille Lauro, Paolo Bonolis, Fiorella Mannoia e Emma Marrone (tanto per citare alcuni di quelli che hanno preso parte all’iniziativa di “Scena Unita”) – non sono stati però ancora accolti. A fronte di risposte e promesse di intervento arrivati dai più fronti politici, ad oggi niente di concreto.

Cosmo, cantante e musicista indie, c’aveva provato ad organizzare il primo grande evento musicale senza distanziamento o ingressi limitati: l’accesso al maxi capannone che sarebbe stato allestito a Bologna dall’1 al 3 ottobre per “La Prima Festa Dell’Amore” prevedeva l’esibizione del Green pass o tampone molecolare negativo da parte dei partecipanti. L’obiettivo era permettere alle persone di tornare a far festa in sicurezza, dimostrando che un ritorno alla realtà pre Covid è possibile per i lavoratori dello spettacolo.

Prima però l’artista aveva fatto un appello alle istituzioni, rivolgendosi in particolar modo ai ministri Speranza e Franceschini, così da avere il via libera ufficiale per i suoi concerti a capienza piena. Purtroppo, però, nessuna tempestiva risposta è arrivata e Cosmo, qualche settimana prima, si è trovato nella posizione di dover rimandare la sua Festa.

“Purtroppo il Governo ha detto che si esprimerà sulla possibile abolizione del distanziamento soltanto il prossimo 30 settembre, il giorno prima di un evento che ha bisogno di tempo per essere allestito e che non può rischiare di venire bloccato last minute con tutto quello che ne comporterebbe”, ha scritto il cantante sul suo profilo Instagram quando ha comunicato ufficialmente il rinvio dell’evento di Bologna.

“Siamo rimasti delusi dal modo in cui certi provvedimenti sono stati messi in atto finendo per trasformare quella che di fare era un’opportunità in una minaccia, dando vita ad un paradosso: mentre i concerti sono sempre di più militarizzati, controllati a vista, pieni di vincoli e regola da seguire, fuori dalle arene dedicate alla musica sembra sia possibile fare tutto quello che da decreto risulterebbe vietato ai nostri eventi. Un paradosso – ha aggiunto lo stesso – che comincia ad essere fortemente offensivo per tutte quelle persone che fanno parte di questo settore e che pur dovendo continuare a pagare tasse, bollette, affitti e quant’altro, hanno visto le possibilità di svolgere il proprio lavoro limitate al massimo”.

Le parole di Cosmo sono state condivise da tantissimi volti noti, trasformandosi in un vero e proprio manifesto dei lavoratori del mondo dello spettacolo. Pochi giorni dopo, mentre ancora l’argomento era motivo di discussione, Conte si trovava in Calabria a tenere comizi (in occasione della prossima tornata elettorale), condividendo tutto sui suoi profili social, immagini delle piazze gremite comprese.

Tutti contro Conte: le accuse e la replica dell’ex premier

“Perché” scrive Calcutta su Instagram condividendo il video di uno dei comizi in piazza tenuti da Conte. “Quindi bastava chiamare i concerti comizi”, aggiungono altri allineandosi al pensiero del cantante Indie.

Più duro e severo nei confronti dell’ex Premier è stato Fedez, che in un’Instagram stories ha detto: “Mi continuo a domandare perché solo in Italia non si fa nulla per introdurre norme e progettualità per far ripartire il mondo dello spettacolo con gli strumenti che oggi sono a disposizione e potrebbero garantire la sicurezza di tutti. E se sa una parte il ministero dei Beni Culturali e il Governo non fanno nulla, dall’altra veniamo deliziati da queste immagini festose che rappresentano un vero e proprio schiaffo in faccia per intere famiglie che per voi evidentemente sono inesistenti. La vostra propaganda non può venire prima delle persone. Quando parliamo di concerti e di spettacoli non stiamo parlando di cose di poco conto ma parliamo di più di 230 mila lavoratori falcidiati da due anni di immobilità quasi totale e politiche inesistenti. C’è un intero settore in ginocchio da due anni, dimenticato da tutti”.

Immediata, dopo le polemiche, la risposta dell’attuale leader del Movimento 5Stelle, che in un video ha replicato: “Fedez, mi rivolgo a te e agli artisti che come te, in queste ore state lamentando le attuali restrizioni per la cultura e lo spettacolo, mentre invece la politica, gli incontri della politica, avvengono con piazze gremite di gente. Non va bene, e infatti lo sto dicendo da quattro giorni in tanti punti stampa. Dobbiamo ripartire tutti insieme, e la cultura, la filiera della cultura e dello spettacolo, ma anche degli eventi sportivi, ha tanto sofferto. Per poter ripartire non va bene portare la capienza all’80%. Dobbiamo portarla al 100%. Dobbiamo ripartire forti. Dobbiamo ripartire tutti insieme”.

Ma quali regole anti Covid non sono state rispettate durante il comizio di Conte?

Le immagini della Calabria hanno fatto il giro del web probabilmente perché – come detto da molti artisti – rappresentano un vero e proprio paradosso. Mentre per concerti e spettacoli continuano a valere regole anti contagio e restrizioni anti Covid rigidissime, in molti altri casi (vedi quello che è successo durante gli Europei di calcio) politica, istituzioni e forze dell’ordine sembrerebbero accettare tacitamente situazioni che, di fatto, si verificano in violazione della legge.

Va ricordato, a tal proposito, che il giro elettorale di Conte si è tenuto in Calabria, regione attualmente in zona bianca. Pur essendo in una fascia di rischio bassa, ma considerando che l’emergenza sanitaria non è ancora del tutto rientrata, le regole per i grandi eventi in questo caso sono chiare:

  • l’obbligo di possedere una certificazione verde Covid non si applica agli eventi che si svolgono in luoghi all’aperto privi di specifici e univoci varchi di accesso, come ad esempio in piazze, vie o parchi pubblici, a cui possono accedere anche soggetti per fini diversi da quello di assistere all’evento che non è quindi destinato ad un pubblico predefinito e contenuto in spazi dedicati in modo esclusivo all’evento stesso;
  • al contrario, il Green pass rimane valido per accedere agli spettacoli aperti al pubblico nei luoghi che consentono, per la loro conformazione, di limitare l’ingresso da parte degli spettatori (sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e altri locali o spazi anche all’aperto).

In ogni caso, in zona bianca restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti (sia in spazi chiusi che all’aperto). Le regole anti contagio relative al distanziamento sociale, infatti, sono ancora valide. In Calabria quindi, così come durante i comizi tenuti in questi giorni in tutta Italia, restava in vigore l’obbligo di distanziamento interpersonale. e il divieto di assembramento Misure queste che – come video e foto dimostrano – non sono state per niente rispettate.

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