Conte dimissionario salva in extremis le Olimpiadi: cosa prevede il decreto CIO

Olimpiadi salve. L'Italia potrà gareggiare ai prossimi Giochi olimpici di Tokyo 2021. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Cio sull'autonomia del Coni

Olimpiadi salve. L’Italia potrà gareggiare ai prossimi Giochi olimpici di Tokyo. Il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto Cio sull’autonomia del Coni. Un passaggio necessario e non rinviabile, ma per nulla scontato, che, se mancato, avrebbe portato all’esclusione del nostro Paese dalle Olimpiadi.

In quel caso i nostri atleti avrebbero dovuto gareggiare senza divisa, senza bandiera e senza inno, con danni – economici e politici, prima ancora che sportivi e culturali – difficilmente calcolabili.

Ora l’ultima parola spetta al Parlamento in sede di conversione. “Per la lunga e gloriosa storia sportiva e democratica del nostro Paese era improbabile che l’Italia venisse così duramente sanzionata già domani, ma la decisione di oggi fuga ogni dubbio e risolve il problema dell’indipendenza del Coni lasciato aperto dalla riforma del 2019”, ha commentato il ministro Spadafora al termine del Cdm.

Perché l’Italia rischiava di restare escusa dalle Olimpiadi

Mentre l’Italia cambia di nuovo pelle (politica), con Conte che ha rassegnato le sue dimissioni, il Belpaese rischiava di venire esclusa dalle prossime Olimpiadi. Tutta colpa della questione dell’autonomia del Coni.

Il problema stava proprio nella mancata indipendenza del Comitato olimpico dal potere politico dopo la riforma dello sport voluta dal primo governo Conte, che, di fatto, non rispettava la Carta Olimpica. Dall’entrata in vigore della Legge di bilancio 2018 era cambiato il rapporto tra l’allora Coni Servizi e oggi Sport & Servizi col Coni. La Carta olimpica vieta a qualsiasi comitato olimpico di operare per il tramite del Governo.

La società Sport e Salute è stata invece fino ad oggi il braccio operativo del Governo. Ma nell’ambito delle sue funzioni il Coni non può essere subordinato a una società del Governo.

Su proposta del premier dimissionario Conte e del ministro per le Politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora, il Cdm ha superato questo grave impasse, approvando un decreto-legge recante misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano.

Cosa prevede il decreto CIO

Al fine di assicurare la piena operatività del CONI e la sua autonomia e indipendenza quale componente del Comitato olimpico internazionale (CIO), viene finalmente riconosciuto al CONI una propria dotazione organica di personale, anche dirigenziale.

È previsto che il personale di Sport e Salute S.p.a. già dipendente del CONI alla data del 2 giugno 2002 che, alla data di entrata in vigore del decreto, presta servizio presso lo stesso ente in regime di avvalimento, sia trasferito nel ruolo del personale del CONI con qualifica corrispondente a quella attuale, fatta salva l’opzione per restare alle dipendenze di Sport e Salute.

Il completamento della pianta organica del CONI avviene con concorsi pubblici per titoli ed esami, con riserva del 50% dei posti messi a concorso al personale dipendente a tempo indeterminato della società Sport e Salute in avvalimento presso il CONI che non rientra nel previsto trasferimento.

Il decreto prevede infine il trasferimento a quest’ultimo di impianti sportivi e fabbricati specificamente individuati.

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