Giovani indebitati: la trappola dello shopping online con “compri ora, paghi dopo”

Nuovi servizi "compri ora, paghi dopo": una comodità o una trappola per i giovani consumatori?

Chiunque abbia fatto un acquisto online ultimamente si sarà accorto che la maggior parte delle app di shopping e gli e-commerce hanno inserito tra i metodi di pagamento accettati un nuovo servizio, quello del “compra ora e paghi dopo”. Niente di nuovo sotto il sole, si tratta del classico sistema di pagamento a rate adesso esteso agli utenti, anche per importi non necessariamente alti e/o modiche cifre.

Cosa sono e come funzionano gli schemi “BNPL”: i servizi “buy now, pay later”

Nel linguaggio tecnico sono definiti come schemi “BNPL”, acronimo che sta per “buy now, pay later” (letteralmente tradotto con “compra ora, paghi dopo”). Si tratta di meccanismi che – sfruttando come accennato sopra la logica del classico pagamento a rate –  consentono ai consumatori di acquistare prodotti tramite pagamenti differiti nel tempo (spesso 30 giorni) e senza interessi.

I prodotti possono essere acquistati solo dai partner commerciali del fornitore di servizi BNPL e, se l’acquirente non riesce a rimborsare in tempo quanto preso in prestito, lo stesso dovrà restituire quando dovuto con gli interessi, variabili a seconda dell’importo della fattura iniziale.

A differenza delle classiche carte di credito, i pagamenti tramite schemi BNPL sono accessibili più facilmente e prevedono una rateizzazione di breve durata e a tasso zero. Gli importi da restituire aumentano, infatti, solo in caso di insolvenza.

Un business esploso durante la pandemia

La pandemia ha di fatto accelerato l’ascesa di questi schemi di acquisto, poiché molte persone si sono ritrovate a dover gestire le proprie finanze diversamente, magari perché non hanno più potuto contare su un’entrata fissa o hanno dovuto far fronte ad altri imprevisti. Inoltre, l’avere più tempo a disposizione e l’essere iper-connessi durante i periodi di lockdown ha fatto schizzare le vendite on-line nell’ultimo anno e mezzo (qui i dati completi), spingendo le persone ad acquistare anche il superfluo, cose di cui di fatto non sempre avevano bisogno.

Secondo un recente rapporto ASIC (Australian Securities and Investments Commission) il valore totale delle transazioni dei fornitori di BNPL nel novembre 2020 è aumentato del 79% , mentre concentrandosi sull’intero 2020, gli stessi valori nella seconda metà dell’anno sono cresciuti di oltre il 50% per alcuni importanti fornitori rispetto ai 12 mesi precedenti.

“Compra ora, paga dopo”: rischi nascosti e indebitamento dei più giovani

Nonostante non addebiti interessi come le forme tradizionali di credito – a differenza delle carte di credito oi prestiti con anticipo sullo stipendio ad alto interesse – il modello dei fornitori di BNPL non è privo di rischi.

Secondo il rapporto ASIC 2020, un cliente BNPL su cinque intervistato ha mancato un rimborso negli ultimi 12 mesi. E il 47% di questi ha un’età compresa tra 18 e 29 anni, questo vuol dire che ad indebitarsi, dovendo poi restituire con gli interessi, sono stati soprattutto i giovanissimi. Il 20% degli intervistati ha inoltre ammesso che per mettersi in regola con i pagamenti ha dovuto rinunciare ad altre cose essenziali, arrivando addirittura a saltare i pasti per poter pagare. Il 15% dei consumatori sentiti ha invece affermato di aver contratto un prestito aggiuntivo per evitare di non risultare ulteriormente insolvente.

Forse è per questo motivo che il Financial Times ha definito questi sistemi di pagamento come delle vere e proprie “trappole per Millennials“. Trattandosi di schemi che, di fatto, ti spingono a spendere soldi che non hai e a doverti indebitare – ulteriormente – quando arriva il momento di pagare il conto.

Ovviamente, non è solo colpa del consumismo. I giovani non si indebitano solo perché hanno voglia di comprare vestiti, scarpe, accessori e l’ultima tecnologia uscita sul mercato. Un sondaggio effettuato da Arrow Global, società di debito leader in Europa, ha suggerito che ad alimentare questa tendenza è anche una combinazione di alto costo della vita, salari bassi e pressioni sociali. Un modo di vivere che starebbe spingendo i giovani verso forme alternative di debito per tenere il passo.

In questo senso può tornare utile un’analisi dei “desideri rispetto ai bisogni”, per prevenire costosi acquisti d’impulso e permettere di accantonare risparmi da usare in caso di emergenza.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Giovani indebitati: la trappola dello shopping online con “compr...