La Cina attacca la Nato: si va verso lo scontro totale?

Non solo Russia: sale la tensione anche fra Alleanza Atlantica e Pechino. L'accusa del Governo cinese chiama in causa "conflitti fomentati" nell'area del Pacifico

La guerra russo-ucraina ha rivelato diversi fronti caldi sia sul campo di battaglia sia in ambito diplomatico e di relazioni internazionali. Oltre a Mosca, negli ultimi giorno è anche Pechino ad alimentare le tensioni con l’Occidente attraverso una serie di accuse dirette alla Nato.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, si è reso protagonista di un botta e risposta piccato con la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, sulle mosse della Nato nell’area asiatica del Pacifico. E non solo.

L’accusa di Pechino sull’egemonia della Nato

Secondo la Cina, la Nato non è altro che “uno strumento di singoli Paesi per cercare di costruire l’egemonia” non solo nel Nord Atlantico, ma anche nell’Asia-Pacifico, verso cui si è rivolta negli ultimi anni “per mostrare la sua potenza e fomentare conflitti”. Un’accusa forte e chiara, che sembra ricalcare per certi versi i toni e le parole di Vladimir Putin nei confronti dell’aggressività dimostrata dall’Alleanza Atlantica nei confronti della Russia (qui parliamo delle nuove minacce da parte dello “zar” riguardo armi “mai viste”).

La contesa non poteva che nascere da una delle questioni più spinose per Pechino, e cioè l’isola di Taiwan. La dichiarazione del Ministero degli Esteri cinese è giunta proprio dopo le considerazioni di Liz Truss sull’importanza della Nato nell’avere una prospettiva globale, esposte citando proprio Taiwan e l’Indo-Pacifico. Secondo la Cina, “come prodotto della Guerra Fredda e più grande alleanza militare al mondo, la Nato dovrebbe valutare la situazione e apportare gli adeguamenti necessari”.

Dichiarazioni pericolose: cosa succederà?

Tuttavia, per Wang Wenbin, la Nato “ha aderito a lungo al vecchio concetto di sicurezza, si è impegnata in uno scontro sul campo ed è diventata uno strumento dei singoli Paesi per cercare l’egemonia”. La critica cinese si sofferma in particolare sull’abitudine del Patto Atlantico di definirsi “un’organizzazione difensiva”.

“In realtà – osserva la Cina – la Nato crea costantemente confronto e problemi, richiede agli altri Paesi di attenersi alle norme di base delle relazioni internazionali, ma lancia incautamente guerre contro Paesi sovrani e li bombarda indiscriminatamente, provocando la morte e lo sfollamento di civili innocenti”. L’Alleanza “ha già causato confusione in Europa, quindi rovinerà ancora l’Asia-Pacifico e il mondo intero?”.

Una domanda pericolosa, più che provocatoria. Lo scontro frontale con uno dei pilastri occidentali, il Regno Unito, potrebbe spingere la Cina a svelare le sue carte e a schierarsi apertamente non solo sulla guerra in Ucraina, ma sulle tensioni geopolitiche a livello globale. Con conseguenze al momento difficilmente prevedibili (qui abbiamo parlato invece dell’ombra della Cina sull’affare Elon Musk-Twitter).

La replica decisa della Nato

La replica dell’Alleanza non si è fatta certo attendere, attraverso le parole del segretario generale Jens Stoltenberg. La Cina per la Nato “non è un nemico, ma la sua crescita ha implicazioni per la nostra sicurezza e tutto ciò verrà preso in considerazione dal prossimo piano strategico che gli alleati si daranno a Madrid”, ha dichiarato.

Presto però anche le dichiarazioni di Stoltenberg hanno assunto toni ben più duri. “La Cina non rispetta i nostri valori democratici, investe nella Marina e nella tecnologia dei missili ipersonici. Si avvicina a noi nell’Artico e in Africa, vuole controllare le infrastrutture tecnologiche come il 5G e ha partnership sempre più stretta con Mosca”. I due sassi sono stati lanciati. Ora toccherà aspettare per vedere quante acque si agiteranno nello stagno del mondo.