Chi è Jens Plotner, l’unico politico europeo che parla con Putin

Il diplomatico tedesco, fidato consigliere di Olaf Sholz, crede nell’importanza delle relazioni con Mosca: contatti stretti con il Cremlino su guerra e gas

Viste dall’Italia, in questo momento, tutte le cose appaiono più complicate. Nel giro di una decina di giorni abbiamo scoperto quanto siano difficili le comunicazioni istituzionali nei momenti di crisi. Un esecutivo che non parla con i partiti della maggioranza, capi di partito che litigano con i propri ministri; leader che attaccano altri leader, mentre i loro delegati siedono accanto nei palazzi istituzionali; senatori e deputati entrati nel Palazzo a braccetto che si apostrofano dando libero sfogo al più turpe vocabolario.

Osservando questo circo (lo farà di certo) avrà sicuramente le mani nei capelli Henry Kissinger – ex Segretario di Stato degli Usa, a lungo considerato l’uomo più potente degli Stati Uniti (e del mondo?) durante le amministrazioni di Richard Nixon e Gerald Ford – che della tanto invocata “arte della diplomazia” (titolo del suo libro di maggior successo) ne ha fatto uno stile di vita, di governo e di azione politica. E chi meglio di lui, nato nella Baviera tedesca e naturalizzato cittadino d’Oltreoceano, ci permette di collegarci ad un altro uomo che molto gli assomiglia, almeno a giudicare da come si sta muovendo per conto del proprio Paese (e non solo).

La Realpolitik tedesca che spinge Berlino a parlare con Mosca

Il suo nome è Jens Plotner, classe 1967 (44 anni in meno di Kissinger, il tempo per studiarlo non dev’essergli mancato) anche lui nato in Germania, anche lui protagonista di una fulminea carriera diplomatica che lo ha portato oggi ad essere uno dei più fidati consiglieri di Olaf Sholz. Un ruolo in cui Plotner sembra farsi apprezzare anche ben oltre i confini della maggioranza di governo che amministra il suo Paese: pare infatti che abbia ricevuto i complimenti anche di Angela Merkel, una donna che proprio in questa vicenda avrebbe sicuramente molto da insegnare al giovane diplomatico.

Questo perché “Mutte” (mamma, come l’hanno soprannominata in Germania) per anni è stata tra i pochi leader europei a sostenere l’importanza di mantenere un dialogo aperto e costante con quella Russia che troppo spesso ha rappresentato una spina nel fianco dell’Occidente, fino ai drammatici fatti di oggi. Grazie alla Realpolitik che scorre nelle vene della politica tedesca sin dai tempi di Otto Von Bismarck, durante i suoi venti anni al vertice della Germania l’ex Cancelliera ha saputo coltivare un rapporto istituzionale con Mosca come nessun altro tra i capi di Stato e di governo del continente europeo.

Dal gas alla guerra, il rapporto tra Germania e Russia e il ruolo di Plotner

Una condotta che il giovane Plotner ha osservato, appreso e sfoderato in questo passaggio storico di grande tensione per Berlino, stretta tra la dipendenza dal gas russo e l’esigenza di non mostrarsi indifferente alle richieste di aiuto di Kiev per fronteggiare la guerra con Vladimir Putin. Di recente ha anche affermato che in Germania si parla troppo poco di quali saranno le relazioni con il Cremlino nel prossimo futuro.

Lui lo fa regolarmente (ed è l’unico, al momento, in tutto il Vecchio Continente) con il proprio omologo russo Yurij Ushakov, attirandosi le critiche dell’opinione pubblica ma – c’è da scommetterlo – strappando un sorriso ad Henry Kissinger, che fin dai tempi della Guerra Fredda ha insegnato al mondo intero come l'”arte della diplomazia” possa spesso scongiurare la degenerazione di scenari già di per sé assai drammatici come quello di oggi.