Chi è Giulia Schiff, l’italiana in guerra in Ucraina

Ha solo 23 anni, e il suo nome è legato a una triste vicenda dell'Aeronautica, per cui è ancora in corso un processo per lesioni e ingiuria

Una giovane soldatessa italiana sta combattendo la guerra in Ucraina contro la Russia. Si chiama Giulia Schiff, ha 23 anni ed è originaria di Mira, in provincia di Venezia. Si trova a Kiev come volontaria delle Forze speciali della Legione Internazionale. È l’unica donna tra le truppe di volontari stranieri che hanno deciso di supportare il Paese dopo l’invasione.

Cos’è la Legione Internazionale per combattere i russi in Ucraina

I Volunteers for Ukraine, chiamati anche Legione Internazionale di Difesa Territoriale, sono un gruppo di combattenti provenienti dagli Stati Uniti, dal Canada e dall’Europa che hanno deciso di unirsi alla resistenza ucraina.

Tra loro ci sono molti ex militari, tra cui veterani di guerra addestrati dalla Nato in Iraq, ma anche civili, come medici e paramedici, che sono partiti nell’Europa dell’Est per aiutare i soldati di Kiev. Il presidente Volodymyr Zelensky aveva salutato l’arrivo dei primi 16 mila in un video pubblicato su Facebook la settimana scorsa.

Era stato Dmytro Kuleba, ministro degli Affari esteri ucraino, a lanciare un appello per far parte di questa brigata il 27 febbraio. “Vi invito a contattare le missioni diplomatiche estere dell’Ucraina nei vostri rispettivi Paesi. Insieme abbiamo sconfitto Adolf Hitler e insieme sconfiggeremo anche Vladimir Putin”, aveva scritto sui social.

Chi è Giulia Schiff: le denunce per nonnismo e l’espulsione

Giulia Schiff è una ex pilota dell’Aeronautica militare. È stata un’allieva dell’Accademia di Pozzuoli, dove aveva denunciato più volte di essere stata vittima di episodi di nonnismo e mobbing, per i quali è ancora in corso un processo ad alcuni sottufficiali, accusati di lesioni pluriaggravate in concorso e ingiuria.

Le denunce, secondo quanto dichiarato dalla stessa 23enne, le sono valse l’espulsione dall’Aeronautica, che ufficialmente è stata motivata per la sua “inattitudine militare e professionale”. I ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, tuttavia, non le sono stati favorevoli, e la giovane è stata condannata a pagare le spese processuali.

Le accuse ai militari ruotano su quello che è definito nell’ambiente come “battesimo del volo”. Cioè un rito di iniziazione, risalente all’aprile del 2018 e ripreso in video, durante il quale Giulia Schiff, all’epoca dei fatti 19enne, fu tenuta ferma per gambe e braccia, sollevata da terra, e colpita con violenza sul fondoschiena con dei fustelli di legno.

Sugli atti si legge che la ragazza fu colpita da cento frustate. In quell’occasione le venne sbattuta la testa contro l’ala di un velivolo e fu anche gettata in piscina. Nel filmato, trasmesso dalle trasmissioni televisive Chi l’ha visto su Rai 3 e da Le Iene su Italia 1, si sente la voce della soldatessa lamentare dolore fisico e piangere.

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L’impegno di Giulia Schiff nella guerra in Ucraina: cosa fa oggi

Oggi Giulia Schiff è impegnata a Kiev dove, oltre a combattere, mostra quello che succede in Ucraina grazie al supporto della redazione de Le Iene e alle storie che pubblica su Instagram, dove immortala i mezzi abbandonati e la paura della popolazione.

Poco dopo l’invasione da parte della Russia aveva scritto sui social di non vedere da parte dell’Europa la reazione “che meriterebbe lo scempio che sta subendo l’Ucraina da parte di Vladimir Putin”.

“Non ci sono giustificazioni per non reagire. Bisogna soccorrere un Paese che non si può difendere da solo, invaso da una delle potenze del mondo, e tra l’altro con motivazioni ridicole. A maggior ragione perché è nostro vicino di casa”, aveva sottolineato.

Aveva poi fortemente criticato le sanzioni e le “parole inutili” dell’Occidente, chiedendo di aiutare concretamente Kiev a resistere e cacciare l’invasore invece di preoccuparsi “del rincaro del gas e dei profughi che emigreranno”. Questa “ipocrisia”, continuava il suo messaggio, “avrà delle conseguenze. Vergogna”.

Riguardo la crisi in Ucraina, c’è la possibilità che anche la Bielorussia entri nel conflitto, come spiegato qui. Sull’ingresso dell’Italia in guerra, di cui vi abbiamo parlato qua, ci sono aggiornamenti: ecco la nostra posizione dopo il discorso di Zelensky in Parlamento.