Caso Marò, Latorre e Girone pronti a far causa all’Italia

Massimiliano Latorre, uno dei due Marò protagonisti del caso internazionale tra Italia e India, è pronto a chiedere i danni all'Italia

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono entrati di diritto nella storia d’Italia degli ultimi anni dopo il lungo caso che li ha coinvolti in India. I due fucilieri della marina, a molti noti semplicemente come i Marò, furono detenuti per 106 giorni in terra asiatica e poi rimandati in Italia salvo poi dover far ritorno in India per il processo che alla fine li ha visti uscire indenni in quanto archiviato perché secondo i giudici rispettarono le regole d’ingaggio quando, nel febbraio 2012, spararono e uccisero due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala. Oggi, a dieci anni di distanza dal caso che aprì a un vero e proprio scontro internazionale tra Italia e India, i due Marò sono pronti a puntare il dito contro lo Stato per chiedere i danni per quanto successo e, fortunatamente, anche per quanto è stato evitato.

I Marò fanno causa all’Italia? La richiesta

A svelare le intenzioni di uno dei due Marò è stato Il Fatto Quotidiano che ha sottolineato come presto lo Stato italiano potrebbe trovare a lottare contro i fucilieri, e non più a loro favore come successo negli ultimi anni di tensione con l’India. Massimiliano Latorre, infatti, secondo quanto rivelato dal quotidiano avrebbe intenzione di far causa all’Italia per essere stato abbandonato dal suo paese in un grave momento di bisogno. Il Marò accusa il Bel Paese di essere stato rispedito in India dove rischiava la pena di morte e, soprattutto, vuole indire una causa poiché gli anni di processo affrontati sono stati un ostacolo per la sua carriera.

Latorre, che in India è stato anche colpito da ictus, vorrebbe quindi un risarcimento dei danni subiti in questi anni di processi che oltre a ledere la sua figura professionale avrebbero arrecato non pochi problemi di salute. Gli avvocati del fuciliere, i legali Fabio Anselmo e Silvia Galeone, avrebbero già presentato richiesta senza però quantificarla, ma si potrebbe trattare di una cifra milionaria per tutte le vicissitudini subite (qui vi avevamo parlato della chiusura delle indagini sul caso dei Marò).

Manca ancora una risposta del collega Salvatore Girone che però, vedendo le mosse del compagno di sventura, potrebbe anche lui far causa raddoppiando con ogni probabilità la cifra di risarcimento.

Danni ai Marò, cosa farà il governo

Il vero interrogativo, una volta appresa la notizia riportata da Il Fatto Quotidiano, è capire cosa farà il governo Meloni. La richiesta di risarcimento era già stata affrontata dal precedente esecutivo diretto da Mario Draghi, ma all’epoca l’ex guida della Bce aveva trattato la cosa con toni non particolarmente concilianti.

La destra, va ricordato, fu tra i sostenitori della battaglia per riportare i due Marò in Italia durante la detenzione in India. La notizia della richiesta di Latorre e la quasi contemporanea proposta di legge presentata dal neo viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta (qui vi abbiamo parlato della commissione d’Inchiesta sul Covid) sul caso dei due Marò è quindi un altro interrogativo che si somma a quelli già presenti, con l’esecutivo Meloni che dovrà prendere posizione. L’Avvocatura dello Stato, che rappresenta il nostro Paese, non sembra essere ben disposta sulla questione, anche considerando che sono state affrontate enormi spese per far seguire il complesso caso a un team internazionali di legali, oltre ad aver dato un consistente indennizzo alle famiglie delle due vittime indiane.