Casini prossimo presidente della Repubblica? Chi è e cosa ha fatto

Questa mattina l’ex Presidente della Camera dei deputati ha pubblicato una foto su Instagram con una didascalia che ha tutto il sapore di un’autocandidatura

Nel giorno della seconda votazione per l’elezione del presidente della Repubblica, Pier Ferdinando Casini rompe il silenzio. Lo fa con un post su Instagram in cui scrive: “La passione politica è la mia vita”. L’ex presidente della Camera ha inserito queste parole a commento di una sua foto quando, ragazzo ancora giovanissimo, guidava la sezione giovanile dei Democratici Cristiani nella sede della sua Bologna. A corredo della didascalia, Casini ha aggiunto le emoticon di un cuore e della bandiera italiana.

Si tratta senza dubbio di un primo segnale, dopo che da giorni si fa il suo nome come possibile successore di Sergio Mattarella, il cui mandato scade il prossimo 3 febbraio. Proprio nella mattinata di oggi, Casini è stato evocato direttamente da parte di diversi esponenti politici. Uno fra tutti l’ex ministro e attuale sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che in un’intervista ha dichiarato: “Credo che l’accoppiata Casini-Draghi sarebbe accettata dai mercati internazionali”.

Pier Ferdinando Casini, una vita a servizio della politica

Ma chi è veramente Pier Ferdinando Casini? Nato nel capoluogo emiliano nel dicembre del 1955, Casini consegue la maturità classica e poi si laurea in giurisprudenza all’Università di Bologna nel 1979. Sono gli anni in cui si iscrive alla Democrazia Cristiana e in breve tempo entra nel Consiglio comunale della città. Nel 1983 è eletto per la prima volta alla Camera dei deputati, raccogliendo oltre 34 mila preferenze.

Nel 1989 entra a far parte della Direzione nazionale del partito, divenendo una delle figure più vicine all’allora segretario Arnaldo Forlani. Con lo scandalo Tangentopoli, l’inchiesta di Mani Pulite e la fine della Prima Repubblica, nel 1993 Casini esce dalla Democrazia Cristiana e proprio insieme a Clemente Mastella fonda il Centro Cristiano Democratico. Si alleano con la neonata Forza Italia di Silvio Berlusconi e vincono le elezioni del 1994.

L’appoggio a Silvio Berlusconi e l’elezione a Presidente della Camera

Dal 1996 al 1998 fa parte dell’opposizione dei governi di centrosinistra guidati da Romano Prodi, Massimo D’Alema e Giuliano Amato (anche lui oggi tra i nomi per il Colle), per poi ricandidarsi al fianco del Cavaliere nel 2001. Ancora una volta il centrodestra esce vincitore e Pier Ferdinando Casini viene eletto Presidente della Camera dei deputati, ruolo che ricoprirà fino al 2006. Nel corso degli anni si allontanerà dalla figura di Berlusconi, fino alla rottura definitiva avvenuta alla vigilia delle elezioni del 2008.

Casini fonda così l’Unione di Centro (Udc), con cui sosterrà i successivi governi presieduti da Mario Monti e da Enrico Letta (l’attuale segretario del Pd). In questo periodo si avvicina alle posizioni del Partito Democratico guidato da Matteo Renzi, di cui appoggerà l’esecutivo dal 2014 al 2016. Proprio tra le file del centrosinistra verrà candidato alla tornata politica del 2018, nella quale viene eletto senatore, carica che sta ricoprendo tutt’oggi con uno stipendio lordo di oltre 10 mila euro al mese.

Casini è padre di quattro figli avuti da due diversi matrimoni. Spesso considerato come una figura di mediazione ed equilibrio all’interno del panorama politico nazionale, ora per “Pierferdi” (così è soprannominato dagli amici) sembra essere giunta l’ora del salto più in alto. Ce la farà?