Cashback, frenesia degli ultimi giorni: rischio ludopatia?

Il Cashback rischia di diventare per alcuni una ludopatia, per le conseguenze della lotteria sulla vita di tutti i giorni

Chi fa il giro di 16 supermercati per fare la spesa, chi racconta di fare sei transazioni al giorno, tutto per provare a vincere il premio da 1.500 euro messo a disposizione dal SuperCashback di Stato. Sono alcune delle testimonianze raccolte sui social dai gruppi dedicati al rimborso del 10% sulla spesa con bancomat o carta di credito, voluto dal governo Conte come incentivo per combattere l’evasione fiscale.

Ossessione cashback, tutto per vincere 1.500 euro: il primo semestre

Sono infatti gli ultimi giorni per registrare più transazioni possibili e scalare la classifica del primo semestre del programma, iniziato ufficialmente a gennaio di quest’anno, dopo la prova del periodo natalizio, che avrà termine appunto il 30 giugno 2021.

A partire dal primo luglio cominceranno, infatti, a essere erogati da parte della Consap i primi rimborsi per gli acquisti effettuati nei primi sei mesi dell’anno, non per uso professionale, sul territorio nazionale con carte e app di pagamento in negozi, bar, ristoranti, supermercati e grande distribuzione o per artigiani e professionisti, a esclusione delle spese online.

Ma sempre a luglio verrà assegnato anche il bonus SuperCashback: un premio da 1.500 euro per i partecipanti che nella classifica aggiornata dell’app IO, si piazzeranno entro il 30 giugno 2021 tra i primi 100mila in classifica per numero di transazioni effettuate.

Una vincita ambita da molti anche per il solo valore del premio e che in alcuni casi rischia di stravolgere la quotidianità di tanti, come succede in diversi giochi d’azzardo e lotterie, portando a sfiorare la ludopatia.

Ne è dimostrazione il fenomeno dei cosiddetti “furbetti” del cashback, coloro che tramite l’espediente di centinaia di transazioni con importi irrisori, soprattutto nei distributori di benzina, hanno cercato accumulare più operazioni di pagamento possibili per salire nella classifica dei 100mila.

Un imbroglio, anche se tecnicamente lecito, che il governo ha cercato ultimamente di arginare con l’esclusione dal programma degli utenti che si sono distinti per “transazioni anomale” e “ricorrenti”, di “importo irrisorio” e in “numero elevato, presso lo stesso esercente nello stesso giorno”.

Cashback, frenesia degli ultimi giorni: rischio ludopatia? La testimonianza

Un caso emblematico è la storia di Marco, raccontata sul sito Open, che in funzione di arrivare al 30 giugno tra i primi 100mila, ha ammesso nella sua testimonianza di non pensare quasi ad altro.

“Al supermercato compro il necessario per la giornata, così all’indomani sono costretto a tornarci per prendere altro. Magari se c’è un negozio di casalinghi vicino al supermercato, vado lì a comprare lo scottex, così ho la doppia transazione” racconta, mentre quando viaggia in autostrada, dice ancora, “stacco il telepass ed esco e rientro a ogni casello per tutti i duecento chilometri di autostrada. Così non spendo di più, ma accumulo decine di transazioni

“Adesso che mi ritrovo alla fine di questa gara con 90mila persone che strisciano la carta più volte al giorno di me, superando la dozzina di transazioni quotidiane, mi rendo conto che tutto questo sistema mi ha reso più consumista. Ma la cosa che mi dispiace particolarmente – è la sua riflessione – è che, per guadagnare 1.500 euro – l’equivalente di un stipendio medio mensile -, ho investito davvero un sacco di tempo. Tempo speso spendendo“.

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