Perché si parla del caos cimiteri di Roma e cosa c’entra il deputato Pd Andrea Romano

Un parlamentare ha denunciato l'impossibilità di seppellire il figlio dopo due mesi dalla morte, facendo emergere una malagestione dei cimiteri di Roma durante la pandemia che ha origini più profonde

Caos cimiteri a Roma, dopo la denuncia del deputato dem Andrea Romano. Il parlamentare aveva parlato il 22 aprile, via Twitter, dell’impossibilità di seppellire il figlio Dario, morto a soli 24 anni per un attacco di cuore due mesi prima a causa di una malattia. La salma è stata cremata dopo ben 20 giorni dal decesso, e da quel momento si trova in un deposito di Prima Porta, in attesa della tumulazione che dovrebbe avvenire nel cimitero monumentale del Verano. Ama, la società che si occupa della gestione dei cimiteri capitolini, “non dà tempi di sepoltura degni di una città civile“, aveva scritto il deputato. E, riferendosi a Virginia Raggi, aveva lanciato l’accusa: “La tua vergogna non sarà mai abbastanza grande”.

Il giorno dopo, e dopo una valanga di attacchi bipartisan arrivati dal mondo della politica e commenti di comuni cittadini tramite i social, è arrivata la replica della prima cittadina pentastellata, che ha riferito di avere “il cuore colmo di dolore”. Esprimendo solidarietà e vicinanza ad Andrea Romano e alla sua famiglia, Virginia Raggi si è scusata pubblicamente via Facebook e ha fatto sapere di aver convocato i vertici Ama per avere informazioni su quanto accaduto.

Caos cimiteri a Roma, il comunicato dell’Ama sull’emergenza Covid

I gravi ritardi nelle tumulazioni non sono una novità per la società comunale, che si occupa non solo dei servizi cimiteriali ma anche della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e del decoro urbano, con la manutenzione e la pulizia delle strade e dei bagni pubblici presenti nella Capitale. In una nota pubblicata sul sito istituzionale prima della denuncia di Andrea Romano, la sezione Cimiteri capitolini dell’Ama ha fatto sapere che le operazioni nei cimiteri romani continuano ad essere assicurate anche in questo periodo eccezionale. Gli spazi disponibili per nuove sepolture, viene sottolineato nel comunicato, “sono e continueranno a essere in numero adeguato” e “non ci sarà alcun esaurimento posti“.

Considerata l’epidemia di Covid e vista la situazione, da inizio gennaio Ama ha iniziato ad attuare un piano operativo per liberare fino a 100 posti a settimana nel cimitero Flaminio di Prima Porta. Con il nuovo piano assunzioni approvato da Roma Capitale, la società conta di raggungere complessivamente 60 mila posti disponibili. Operazioni simili dovrebbero inoltre portare il Cimitero Laurentino ad avere 4.500 spazi di sepoltura ulteriori durante l’arco del 2021. Interventi di questo tipo riguarderanno anche i cimiteri suburbani, e sono previsti investimenti per ampliare tutti i cimiteri di Roma e costruire nuovi loculi.

L’emergenza sepolture nella Capitale, viene spiegato nel comunicato dell’Ama, riguarda un “trend in costante e continua crescita” dei decessi. Da ottobre 2020 a marzo 2021 si sarebbero registrati oltre 5 mila morti in più rispetto al biennio precedente. Un numero enorme, considerando che si tratta di oltre il 35% di tumulazioni in più. La società comunale garantisce il corretto funzionamento delle linee crematorie e la massima celerità nell’espletamento delle operazioni richieste.

Caos cimiteri a Roma, la denuncia degli operatori delle onoranze funebri

La società è stata ed è al centro di varie indagini che riguardano le gravi condizioni di abbandono igienico e la violazione delle norme di sicurezza per i cimiteri capitolini. L’ultima potrebbe aprirsi a causa dei 2 mila feretri che sarebbero in attesa di tumulazione o di cremazione nel deposito di Prima Porta. Da tempo gli operatori delle pompe funebri lamentano i ritardi di Ama e la cattiva gestione dei cimiteri capitolini.

Alessandro Bosi, segretario nazionale della Federazione nazionale delle Imprese di onoranze funebri ha lanciato l’allarme via Adnkronos, spiegando che con il caldo in arrivo le condizioni sanitarie potrebbero diventare molto complicate. La Federazione ha manifestato sotto alla scalinata del Campidoglio insieme ai parenti dei deceduti in attesa di sepoltura o cremazione.

L’Ama “scarica la responsabilità” dei disservizi al picco di mortalità della seconda ondata di Covid. Ma per Bosi è “una sciocchezza inaudita”, considerando che già nel 2017 ci furono problemi simili. L’idea è che la società multiservizi stia “navigando a vista”.

Caos cimiteri a Roma, spunta un documento della giunta Raggi del 2017

Nel mentre l’agenzia Dire ha reso pubblica la memoria di giunta 54 del 2017 con gli indirizzi strategici per la manutenzione e l’implementazione dei cimiteri capitolini. Il documento prevedeva un incremento della mortalità con “ritmi nettamente superiori agli attuali” a causa della crescita demografica e al baby boom tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’inizio degli anni ’70.

Ama aveva pianificato due misure per fare fronte al maggior numero di sepolture previsto. Uno a breve e medio termine, con manutenzione e ampliamento dei cimiteri già esistenti, e uno a lungo termine, con la realizzazione di due cimiteri su via Collatina e nella zona di Ostia. Nonostante l’impegno preso dall’amministrazione Raggi quattro anni fa, che avrebbe portato alla costruzione dei due campi con quasi 135 mila posti complessivi in più entro 5 o 10 anni e l’ampliamento dei forni crematori già esistenti e dei cimiteri minori, i lavori non sono mai iniziati.

Caos cimiteri a Roma, il parere negativo dell’Oref sulla gestione di Ama

Il caos cimiteri che ha investito la Capitale sembra dunque avere origini più profonde, precedenti alla pandemia, dovute anche al continuo braccio di ferro tra il Campidoglio e l’Ama, con la mancata approvazione tempestiva dei bilanci degli ultimi 4 anni e la continua richiesta di nuove assunzioni da parte della società comunale. Il 2 aprile sono stati approvati dal Comune di Roma i bilanci della società riferiti agli anni 2017, 2018 e 2019, oltre al piano di risanamento e rifinanziamento da 256,4 milioni di euro e al nuovo piano industriale pluriennale, nonostante il parere negativo dei tecnici dell’Oref, l’organo di revisione economica e finanziaria capitolino.

L’ente suggeriva infatti l’apertura al mercato libero e alle società private per i servizi di Ama, a iniziare da quello della nettezza urbana. A seguito della valutazione sull’approvazione dei bilanci, infatti, l’Oref consigliava una “attenta riflessione” tanto sul piano della convenienza quanto su quello dell’economicità del servizio di gestione dei rifiuti. Il nodo riguardava dunque i fondi destinati alla società comunale per la raccolta e lo smaltimento della spazzatura capitolina e non direttamente la gestione dei cimiteri. I finanziamenti per Ama, sottolineava l’organo, non potranno essere reperiti attraverso prestiti, e per questo è previsto un impatto negativo sui bilanci del Comune stesso.

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