Cannabis, storica decisione dell’Onu: nuove aperture per l’uso medico

Le Nazioni Uniti declassificano la cannabis e la eliminano dall'elenco dei narcotici. Nuovi Paesi si preparano alla legalizzazione della marijuana

In base alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, la Commissione delle Nazioni Unite sui narcotici ha deciso di riclassificare la cannabis, finora indicata all’interno della Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961 in una lista che comprende oppiacei mortali, come l’eroina. I 53 Stati membri della Commissione hanno votato per la rimozione della canapa dall’elenco, dopo 59 anni, delle droghe sottoposte a rigidi protocolli di controllo, che per quasi sessant’anni hanno contribuito allo stigma dell’uso farmaceutico dei cannabinoidi.

Cannabis, per le Nazione Unite non è una droga: l’iter del voto

Con un voto storico di 27 Paesi a favore, 25 contro e 1 astenuto, la Commissione narcotici ha aperto le porte al riconoscimento degli effetti terapeutici della cannabis. Con il cambio di rotta dell’Onu, sarà possibile avviare nuovi studi scientifici riguardo gli usi medicinali della pianta. Molti stati potrebbero decidere di legalizzarla per scopo terapeutico, e riconsiderare le sanzioni previste per l’uso ricreativo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva pubblicato già a gennaio 2019 delle raccomandazioni per declassificare la cannabis all’interno dell’elenco per il controllo delle minacce legate ai narcotici dell’Onu. Il provvedimento doveva essere votato dalla Commissione delle Nazioni Unite già a marzo 2019, ma molti Stati Membri hanno chiesto più tempo per effettuare studi clinici e definire la propria posizione.

In quali Paesi la cannabis è legale per uso terapeutico e ricretivo

Attualmente sono più di 50 i Paesi che hanno adottato programmi terapeutici a base di cannabis, con Canada, Uruguay e 15 stati degli Usa ad aver regolarizzato anche l’uso ricreativo dell’erba. Messico e Lussemburgo si apprestano ad aggiungersi alla lista dei Paesi dove la marijuana è legale.

Cannabis, in Italia è legale per scopi medici: come viene utilizzata

In Italia sono presenti diversi farmaci a base di cannabis, contenenti diverse percentuali di molecole della pianta, considerata un fitoterapico e legalizzata per l’uso terapeutico a partire dal 2006.

I preparati oggi in uso nel nostro Paese sono coltivati, senza l’ausilio di pesticidi, in serre controllate e regolamentate dallo Stato. Tutte le piante provengono da incroci e selezioni che consentono di ottenere un prodotto standard di cui si conosce l’esatta composizione. Inizialmente venivano importate dall’Olanda.

Gli studi sull’efficacia dei cannabinoidi nel trattamento di alcune patologie sono ancora ai primi stadi di ricerca, ma è provato dalla letteratura scientifica l’effetto di questo principio attivo per il controllo della nausea e dell’appetito nei pazienti oncologici sottoposti alla chemioterapia.

Altri studi riguardano i vantaggi dell’utilizzo della cannabis nel controllo del dolore cronico e degli spasmi muscolari, per esempio in persone affette da fibromialgia o sclerosi multipla.

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