Calabria, eterna emergenza: il terzo commissario alla Sanità Gaudio si è già dimesso

La Calabria aveva appena ottenuto il suo terzo commissario nel giro di appena due settimane. Eppure niente, neanche stavolta è andata bene

Addio Zuccatelli, avanti Gaudio. Con gioia, verrebbe da dire giocando un po’ con il nome, visto che il nuovo commissario alla Sanità della Regione Calabria è freschissimo di nomina. Anzi, era. La Calabria aveva appena avuto il suo terzo commissario nel giro di appena due settimane, eppure niente, neanche stavolta è andata bene.

Terzo commissario in Calabria in pochi giorni

Giuseppe Zuccatelli è finito al centro delle polemiche per le sue gravi frasi sul Coronavirus, appena una settimana dopo essere stato nominato successore di Saverio Cotticelli, l’ex generale costretto pure lui a un passo indietro dopo l’intervista a Titolo V, in cui ammetteva candidamente di non sapere a chi toccasse attuare il piano per fronteggiare la pandemia. Il nuovo arrivato, Eugenio Gaudio, scelto ad hoc dal Governo Conte, aveva fatto ben sperare. Ma, c’è un ma.

Inizialmente fonti di Palazzo Chigi avevano sparso in giro la voce di un possibile coinvolgimento del fondatore di Emergency Gino Strada, ora in corsa, dicono voci di corridoio romane, per una sorta di “tandem Gaudio-Strada”. Strada scrive su Facebook ancora la sera del 16 novembre:

“Apprendo dai media che ci sarebbe un tandem Gaudio-Strada a guidare la sanità in Calabria. Questo tandem semplicemente non esiste. Ribadisco di aver dato al Presidente del Consiglio la mia disponibilità a dare una mano in Calabria, ma dobbiamo ancora definire per che cosa e in quali termini. Sono abituato a comunicare quando faccio le cose – a volte anche dopo averle fatte – quindi mi trovo a disagio in una situazione in cui si parla di qualcosa ancora da definire. Ringrazio il Governo per la fiducia e rinnovo la disponibilità a discutere di un possibile coinvolgimento mio e di Emergency su progetti concreti per l’emergenza sanitaria che siano di aiuto ai cittadini calabresi”.

Archiviato dunque per il momento il medico di guerra Gino Strada, il vero problema è un altro. Gaudio si è già dimesso. “Motivi personali e familiari me lo impediscono” ha detto in una intervista a Repubblica. “Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare”.

Dall’inchiesta alle dimissioni

Ma al di là della situazione familiare, l’ex rettore dell’Università La Sapienza di Roma ha una fedina penale non proprio immacolata. Risulta infatti indagato a Catania nella maxi-inchiesta sui presunti concorsi truccati all’università.

Gaudio, medico cosentino, dallo scorso aprile è anche consulente del ministro dell’Università Gaetano Manfredi. Il presidente della Calabria Nino Spirlì aveva espresso subito il suo apprezzamento: “Abbiamo chiesto al governo, insistentemente, che a rappresentarci fosse un calabrese che potesse prendere in mano la situazione conoscendone il respiro. Il Governo lo ha capito, lo ha recepito ed oggi ha proposto a commissario il rettore Gaudio che ha alle spalle un carriera medica che non finisce mai, un curriculum veramente eccellente”.

Ma non tutti nella maggioranza concordavano su questa nomina. Il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, ad esempio, ha detto che Gaudio sarà sì “sicuramente persona validissima”, ma in Calabria, per tanti differenti motivi, tra cui la necessità di combattere con radicalità la ‘ndrangheta con le sue infiltrazioni nelle aziende sanitarie, “non va bene”.

Di cosa è accusato Gaudio

A capo della Sapienza di Roma dal 2014 al 31 ottobre scorso, Gaudio è tra le persone coinvolte in una maxi inchiesta su una serie di concorsi all’Università di Catania. L’accusa riguarda il concorso per promuovere a docente di prima fascia Velia D’Agata, professoressa dell’università di Catania e figlia dell’ex procuratore capo della città Vincenzo. Secondo l’accusa Gaudio avrebbe suggerito di indire una procedura concorsuale ristretta solo ai docenti interni, per evitare che alla figlia del procuratore venisse soffiato il posto da un altro concorrente.

“Non ho mai partecipato in qualità di membro o presidente di commissione ad alcun concorso dell’Università di Catania. Sono stato interpellato nella mia qualità, allora, di presidente della Società italiana di Anatomia e ho sempre detto: Nei concorsi vince il migliore, se si presenta un Premio Nobel vince il Premio Nobel“ si è difeso Gaudio.

L’indagine è scoppiata nel giugno del 2019 ed è composta da tre filoni. Quello che coinvolge l’ex rettore si è chiuso l’estate scorsa: il 27 luglio la Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 54 persone.

I legali di Gaudio hanno già chiesto l’archiviazione per il loro assistito, che il 25 settembre scorso è stato interrogato. La Procura non ha ancora assunto però ad oggi un provvedimento formale.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Calabria, eterna emergenza: il terzo commissario alla Sanità Gaudio s...