Perché Brunetta potrebbe diventare presidente del Consiglio al posto di Draghi

Se Mario Draghi dovesse diventare il nuovo presidente della Repubblica, secondo la legge il ministro Renato Brunetta diventerebbe il presidente del Consiglio pro tempore

È partito il toto Quirinale. Circolano diversi i nomi sulla stampa sul nuovo inquilino del Colle, in previsione del fatto che Sergio Mattarella rifiuterebbe un secondo mandato. In diverse occasioni il capo di Stato ha fatto intendere che non farà il bis come il suo predecessore Giorgio Napolitano, e nella rosa di candidati che potrebbero succedergli c’è l’attuale presidente del Consiglio.

Mario Draghi al Quirinale: cosa succede dopo Sergio Mattarella

Il premier Mario Draghi potrebbe, dopo essere riuscito a ottenere una maggioranza molto ricca in Parlamento, potrebbe essere indicato da deputati e senatori come nuovo presidente della Repubblica.

Il mandato di Sergio Mattarella scadrà a gennaio 2022, mentre l’attuale legislatura, la XVIII, finirà nel 2023. Salvo crisi di governo o lo scioglimento delle Camere, dunque, il presidente del Consiglio dovrà cessare il suo mandato anticipatamente.

Nel nostro ordinamento, come nella maggior parte delle democrazie, ricoprire le due cariche contemporaneamente è impossibile per via della divisione dei poteri, e Mario Draghi dovrà lasciare Palazzo Chigi.

Si aprirebbero così nuovi scenari. Il primo sarebbe quello delle nuove elezioni. Considerata la situazione attuale e la vicinanza con la fine naturale della legislatura, questa possibilità appare la più remota.

L’altra, la più probabile, è che Mario Draghi, subito dopo il suo insediamento al Quirinale, apra le consultazioni con l’attuale maggioranza alla ricerca di un nuovo presidente del Consiglio.

Mario Draghi presidente della Repubblica: chi prende il suo posto di premier

Ma chi sarebbe il capo del Governo in quel momento? La legge prevede che uno o più ministri possano ricoprire la carica di vicepresidente del Consiglio, che prende temporaneamente il posto del premier in caso di sue dimissioni.

Gli ultimi vicepremier, in ordine cronologico, sono stati Luigi Di Maio e Matteo Salvini, durante il primo esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Con il bis dell’avvocato del popolo, però, non è stato nominato alcun vicepresidente del Consiglio, e questo è avvenuto anche con il governo Draghi.

La legge numero 400 del 1988 prevede che in assenza della nomina di un vicepresidente del Consiglio la supplenza del premier spetta, “in assenza di diversa disposizione da parte del presidente del Consiglio dei ministri, al ministro più anziano secondo l’età”.

Nello scenario ipotizzato, e in generale in caso di dimissioni di Mario Draghi, dunque, la supplenza spetterebbe a Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, classe 1950. A 71 anni è il componento dell’esecutivo più anziano e diventerebbe il presidente pro tempore in attesa di una nuova nomina.

Brunetta premier al posto di Draghi: lo conferma l’esperto della Corte Costituzionale

A confermare questa possibilità è stato Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, ai microfoni di Un giorno da pecora, il programma radiofonico condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Che ha tuttavia etichettato il tutto come un “bel raccontino di fantascienza”.

La corsa al Quirinale è infatti ancora aperta, e ci vorrà un po’ prima che entri nel vivo. Nei prossimi mesi gli equilibri politici e istituzionali potrebbero cambiare repentinamente, come successo tante volte in passato.

E non è escluso che Sergio Mattarella possa accettare un secondo mandato “temporaneo” per condurre l’attuale Governo alla fine della legislatura e permettere a Mario Draghi di accettare l’eventuale nomina.

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