Perché si parla di brogli al Senato: il seggio che paghiamo due volte

Il parlamentare Adriano Cario sarebbe stato eletto nella Circoscrizione riservata al Sud America tramite un sistema di voti truccati scoperto quasi 3 anni fa

Una data ufficiale ancora non c’è, ma è attesa entro la fine del mese la resa dei conti sul seggio del Senato assegnato nella Circoscrizione Sud America alle ultime consultazioni politiche del 2018.

Il parlamentare in questione è l’onorevole Adriano Cario, imprenditore argentino eletto con l’Unione sudamericana emigrati italiani (Usei) e poi passato nel gruppo del Maie (Movimento associativo italiani all’estero).

Sulla sua elezione infatti aleggia da quasi 3 anni il sospetto di brogli, fatto che ha dato vita anche a due indagini penali presso la procura di Roma e quella di Buenos Aires.

Gli elementi raccolti che mettono in dubbio i consensi ottenuti dal senatore – attualmente collocatosi nel Gruppo Misto – sono numerosi e la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (presieduta dall’esponente di Forza Italia Maurizio Gasparri) ha realizzato che una decisione sul caso vada presa quanto prima.

Il rischio infatti è che, tardando ancora, chi potrebbe aver diritto a un seggio resterebbe fuori da Palazzo Madama e chi invece non ne ha potrebbe ultimare senza problemi il mandato (qui la storia di Maie-Italia 23, il gruppo che era nato in sostegno del Conte II).

Il punto su una vicenda che si trascina da quasi tre anni

L’esame della vicenda da parte della Giunta è iniziato il 30 gennaio 2019, quasi tre anni fa, a seguito del ricorso presentato dal Fabio Porta, esponente del Partito Democratico e grande sconfitto nella Circoscrizione riservata all’America Latina.

Il 16 aprile 2018 Porta ha presentato un esposto contro l’elezione del senatore Cario (che ricopre anche la carica di presidente dell’associazione Centro Calabrese di Buenos Aires), sostenendo che almeno 9.790 schede fossero viziate e che il numero fosse proprio corrispondente alla differenza di voti attribuiti all’Usei rispetto a quelli assegnati al Partito democratico.

Sempre secondo Porta, in alcune sezioni si sarebbero raggiunte percentuali definite “patologiche” dei voti ottenuti dall’Unione Sudamericana Emigrati Italiani rispetto a quelle ottenute nelle altre sezioni dell’Argentina. In particolare fa specie la situazione registrata nel collegio di Buenos Aires, dove Cario ha ottenuto la cifra record di 21.972 voti di preferenza sul totale di 24.742 ottenuti in tutta la ripartizione.

L’indagine della procura di Roma e gli ultimi sviluppi

Inoltre, leggendo l’accusa depositata presso la Giunta, durante lo scrutinio sarebbe emerso che, nelle sezioni segnalate da Porta, la maggior parte dei voti ricevuti da Cario sarebbe stata manifestata attraverso la medesima calligrafia.

La Giunta ha anche chiesto alla procura di Roma un aggiornamento sullo stato dei procedimenti penali pendenti, indicati nell’esposto presentato dall’ex deputato e relativi alle irregolarità lamentate (qui le ultime magagne scoperte tra i dipendenti del Comune di Roma).

La Giunta ha quindi istituito un Comitato ristretto per la verifica dei risultati della Circoscrizione estero-ripartizione America meridionale, con il compito di controllare, qualora necessario, i verbali delle relative sezioni elettorali, le schede contenenti voti validi, le schede bianche, nulle e contestate, a partire dalle 8 sezioni in cui risultano percentuali tra l’80% e il 90% dei voti di preferenza assegnati al candidato dell’Usei.

A confermare l’ipotesi dei brogli è infine arrivata la perizia sulle schede incriminate disposta dalla procura di Roma. Il perito calligrafico ha infatti specificato che, esaminate 125 schede di una sezione e 100 di un’altra, non vi sono mani differenti per ogni scheda, bensì la presenza di gruppi di schede riconducibili a una stessa mano.

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