Banca Etruria, quella del papà di Maria Elena Boschi non fu bancarotta: arriva la sentenza

Archiviata l'accusa di bancarotta semplice nei confronti di Pierluigi Boschi, padre della deputata di Italia Viva ed ex ministra, ex vice presidente di Banca Etruria, e di altri 11 membri del cda

Boschi salvo. Mentre nei corridoi di Montecitorio si vocifera che Maria Elena potrebbe presto prendere il posto di Lucia Azzolina al ministero dell’Istruzione, è stata archiviata l’accusa di bancarotta semplice nei confronti di Pierluigi Boschi, padre della deputata di Italia Viva ed ex ministra, ex vice presidente di Banca Etruria, e di altri 11 membri dell’ultimo consiglio di amministrazione dell’istituto toscano.

L’accusa verso Pierluigi Boschi e gli 11 consiglieri

Il capo di imputazione formulato dalla Procura di Arezzo era relativo alla liquidazione dell’ex direttore generale dell’istituto di credito Luca Bronchi da circa 700mila euro netti (1,2 milioni lordi), di cui 400mila già confiscati perché ritenuti non dovuti. Il giudice ha stabilito che il ruolo degli ex consiglieri della banca e le condotte tenute rispetto alla pratica della liquidazione del dg Bronchi non sono penalmente rilevanti.

L’ex direttore generale Bronchi, proprio per la sua buonuscita, è stato condannato in primo grado, mentre l’ultimo presidente del cda con il quale si sarebbe accordato, Lorenzo Rosi, è ancora sotto processo. La sentenza aveva stabilito che almeno una parte di quell’esborso non era dovuta, trattandosi di una distrazione del patrimonio di Bpel. Per l’ex vice presidente Boschi e per gli altri membri del cda era già caduta mesi fa l’ipotesi più grave, quella di bancarotta fraudolenta.

La maxi multa

A marzo 2019 invece la Corte di Cassazione aveva condannato gli ex vertici di Banca Etruria, Luciano Nataloni, Pier Luigi Boschi e Andrea Orlandi, al pagamento di una maxi multa da 144 mila euro (156mila per Nataloni).

La multa risale al 2015, quando Banca d’Italia aveva stabilito le pene pecuniarie in seguito al crac dell’istituto di credito. Successivamente, Nataloni, Boschi e Orlandi avevano fatto ricorso, contro una pena di milioni di euro totale, ma la seconda sezione civile della Suprema Corte aveva deciso a sfavore degli imputati.

Le consulenze d’oro

Per Pierluigi Boschi e gli altri consiglieri resta comunque ancora in piedi l’ipotesi di reato di bancarotta colposa per il filone di indagine sulle cosiddette consulenze d’oro di Banca Etruria.

L’udienza è fissata per il prossimo 14 gennaio 2021. Non sono coinvolti l’ultimo presidente Lorenzo Rosi, già imputato per bancarotta nel maxi processo che riprende a settembre, Alfredo Berni e Luca Bronchi, già processati nel primo grado.

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