L’avocado, il nuovo oro verde: tra boom di consumi, furti e danni all’ambiente

Da frutto esotico e sconosciuto, si è trasformato in food del momento: l'avocado è il nuovo oro verde. O no?

L’avocado è certamente la moda del momento: da alcuni anni il frutto verde si è diffuso in Occidente, arrivando in Europa dagli Stati Uniti.

Avocado: il food del momento

Tra avocado toast e ciotole di guacamole, i bar e i ristoranti hipster hanno riempito i loro menù del frutto esotico e tanto richiesto. Diventato il pezzo forte di piatti da fotografare e postare su Instagram, tra il 1989 e il 2016 solo negli Stati Uniti il consumo annuo pro capite di avocado è aumentato da 0,5 a 3,5 kg. Soddisfare l’aumento della domanda a livello globale è complicato e una delle conseguenze più tangibili è che i prezzi sono lievitati. Secondo la American Restaurant Association, nel settembre 2017 il prezzo di una cassetta di 48 avocado è aumentato di più di 80 dollari, rispetto ai 34 dell’anno precedente.

Il consumo di avocado è aumentato anche in diversi Paesi asiatici, in particolare in Cina: il grande drago ha stretto quindi accordi con Cile e Perù in cerca di importazioni più favorevoli. Le esportazioni del Perù in Cina sono aumentate del 3.700% nel solo 2016 e Canada e Giappone hanno aumentato la domanda del 32% tra il 2014 e il 2016.

In Europa la situazione non è molto diversa: secondo la World avocado organisation nell’ultimo anno sono state acquistate 650mila tonnellate di avocado, con un aumento del 35% rispetto all’anno precedente. Xavier Equiha, ceo della Wao, prevede un’ulteriore crescita: “Ci aspetta un anno emozionante. Noi continueremo a presentare i vantaggi e la versatilità degli avocado e a rispondere al crescente interesse da parte dei consumatori europei”. Stando ai dati Eurofruit, dopo gli Stati Uniti è proprio l’Unione Europea il secondo mercato più grande al mondo per l’avocado.
Se poi guardiamo all’Italia, secondo una ricerca Coop, nell’ultimo anno il consumo del frutto verde è aumentato del 78%. E la polemica è subito dietro l’angolo: qualcuno non resiste a definire bamboccioni chi spende 22 euro per un toast con guacamole e avocado messicano, ma non ha poi soldi da investire in una casa indipendente.

Avocado e narcotrafficanti

Nel regno dei narcos e della criminalità

Grazie alla domanda sempre più crescente e alla difficoltà della filiera produttiva di star dietro ai ritmi di crescita, gli avocado sono arrivati a valere tantissimo, tanto che in alcuni Paesi c’è un serio problema di criminalità legato alla loro coltivazione e al loro commercio. In Nuova Zelanda, ad esempio, si è sviluppato un traffico illegale ad opera di bande organizzate che rivendono gli avocado al pubblico con bancarelle sulle strade. In Messico invece sono nati i vigilantes privati delle piantagioni, che hanno il compito di proteggere il prezioso frutto dai cartelli della droga.

Il Messico, ed in particolare lo Stato di Michoacán, è infatti il paradiso degli avocado. E di chi con gli avocado sa che può guadagnare molti soldi: per le organizzazioni criminali che controllano il territorio, il guadagno ottenuto dall’estorsione a chi coltiva il frutto tanto richiesto arriva quasi a 100 milioni di dollari. L’avocado è ormai oro verde, che porta al Messico più di 2,5 miliardi di dollari.

Da quando nel 1997 l’Accordo nordamericano per il libero scambio (Nafta) ha portato ad un forte aumento delle esportazioni di avocado messicano verso gli USA, il Michoacán è diventato teatro di estorsioni, omicidi e gravi incendi forestali. Il Ministero dell’Ambiente messicano afferma che ogni anno quasi mille ettari di foresta, vengono persi a causa degli incendi e che sono estese per almeno 20mila ettari le piantagioni illegali di avocado. Il forte interessamento dei narcotrafficanti all’affare avocado ha obbligato semplici cittadini ad organizzare squadre di auto-difesa, una sorta di “polizia dell’avocado”, che compie ronde costanti per tenere sotto controllo il territorio ed evitare furti. I risultati però non sono incoraggianti: numerosi gruppi sono stati comprati e minacciati dalle organizzazioni criminali, tanto da dover pagare il pizzo ai narcos o arrivare a cedere le proprie coltivazioni. Tuttavia, nessuno vuole andarsene da qui: secondo i dati Apeam, l’avocado messicano ha creato più di 70 mila posti di lavori diretti e quasi 300 mila indiretti. Il portavoce dell’associazone Avocados From Mexico (AFM), Ramón Paz Vega, ha dichiarato che quasi 100 mila famiglie michoacane hanno raggiunto un livello di vita degno.

Avocado: coltivato in Michoacan

La deforestazione val ben un avocado

Secondo un rapporto dell’Instituto Nacional de Investigaciones Forestales, Agricolas y Pecuarias, la produzione di avocado in Michoacán, è triplicata in dieci anni, mentre le esportazioni sono aumentate dieci volte. Ciò ha fatto sì che l’impatto ambientale sia stato imponente: luoghi un tempo sede di colture diverse si sono trasformati in monocolture e in soli 10 anni si sono persi quasi 700 ettari annui di terreni forestali.
I contadini sud-americani vedono nell’oro verde la speranza di un riscatto economico a lungo cercato e poco si preoccupano dell’impatto ambientale sulla biodiversità, disboscando ampie zone di foresta. In più, per rientrare nei costi di produzione, vengono utilizzati prodotti chimici e fertilizzanti di scarsa qualità, con alti livelli di inquinamento.
Inoltre in caso di piantagioni intensive, è necessaria una grande quantità di acqua, nettamente maggiore rispetto ad altre colture: basti pensare che la produzione di 500 grammi di avocado (circa 2 frutti) richiede quasi 270 litri di acqua, contro i 20 utilizzati per qualche cespo di lattuga.

Ladri di avocado

I problemi di criminalità non riguardano però solamente le grandi piantagioni del Messico: anche nelle campagne siciliane ogni notte vengono rubati quintali di avocado, provocando danni per decine di migliaia di euro agli agricoltori. Ad affermarlo è Coldiretti Catania: “Ogni notte vengono sottratti quintali di frutti tropicali con danni strutturali enormi a cui si aggiungono quelli del valore della merce rubata. La criminalità sta distruggendo un’area che ha investito nell’agricoltura innovativa e che rappresenta anche un modello per le altre regioni. Siamo molto preoccupati perché in questo momento la richiesta del mercato soprattutto al Nord è elevata” ha dichiarato il presidente Andrea Passanisi.

Tra boom di consumi, deforestazione, narcotrafficanti e ladri di coltivazioni, viene da pensare che l’avocado, frutto antico ed esotico, sia meno verde del previsto e che si avvicini più alle sfumature del nero.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

L’avocado, il nuovo oro verde: tra boom di consumi, furti e dann...