Cgil sotto attacco: cosa sappiamo dell’assalto a Roma

Per le violente azioni contro la sede del sindacato sono state arrestata 12 persone. Tra loro anche i leader del movimento di estrema destra Forza Nuova

La sede della Cgil di Roma ha subito un violento attacco da parte di manifestanti contrari all’obbligo di esibire il Green pass sul posto di lavoro. I sindacati sono accusati di non aver protetto i lavoratori. L’assalto, come ha confermato lo stesso sindacato sui canali ufficiali, è stato rivendicato da una parte politica. A dirigere le operazioni di occupazione, c’erano infatti i vertici del movimento di estrema destra di Forza Nuova.

I facinorosi hanno assediato la sede del sindacato, riuscendo a invaderla e causando ingenti danni, come testimoniato anche dai tanti video pubblicati sui social network, nei quali risuona la sirena d’allarme dell’edificio.

L’ennesimo episodio di guerriglia urbana dei no pass ha portato all’arresto di 12 persone e scatenato indignazione trasversale nel mondo della politica istituzionale, con la richiesta dello scioglimento di Forza Nuova.

Cgil sotto attacco, Landini: “Atto di squadrismo fascista”

D’altronde quello della serata del 9 ottobre è stato un “atto di squadrismo fascista”, come ha dichiarato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil e come riportato poi dai canali di comunicazione del sindacato.

Nella nota si legge che si è trattato di “un attacco alla democrazia e a tutto il mondo di lavoro” e la ferma volontà di contrastare comportamenti simili. “Nessuno pensi di far tornare il nostro Paese al ventennio fascista”.

“Quella di ieri è una ferita democratica, un atto di offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza, un atto che ha violentato il mondo del lavoro e i suoi diritti”, ha sottolineato Maurizio Landini in apertura dell’assemblea del 10 ottobre.

“Vorrei che fosse chiaro che se qualcuno ha pensato di intimidirci, di metterci paura, di farci stare zitti, deve sapere che la Cgil e il movimento dei lavoratori sono quelli che hanno sconfitto il fascismo in questo Paese, hanno riconquistato la democrazia”, ha aggiunto.

La violenta azione è arrivata a margine della manifestazione contro l’obbligo del Green pass a partire dal 15 ottobre, che presenta oggettive criticità per alcuni settori, come annunciato anche dai rappresentanti del mondo del lavoro e come vi abbiamo spiegato qui.

Cgil sotto attacco: il ruolo di Forza Nuova nell’assalto

In piazza sono scesi diversi movimenti contrari alla certificazione verde e al vaccino anti Covid di diversi colori politici e della società civile, compreso quello dei ristoratori IoApro. I disordini però sarebbero stati alimentati da gruppi di estrema destra, che da tempo hanno abbracciato la causa e animano le piazze del Paese.

Contro l’attacco alla sede della Cgil, lo stesso sindacato insieme a Cisl e Uil hanno in programma per sabato 16 ottobre a Roma una “manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia”.

Nel corso della notte sono state arrestate 12 persone coinvolte negli scontri. Tra queste anche i vertici capitolini di Forza Nuova, già noti alle forze dell’ordine per i loro trascorsi. Si tratta di Giuliano Castellino e Roberto Fiore.

Cgil sotto attacco: chi è il leader no pass Giuliano Castellino

Giuliano Castellino, 44 anni, è un attivista di FN. Già finito in carcere due anni fa e condannato per l’aggressione di due giornalisti, era stato fermato in passato per possesso di droga. È sottoposto a sorveglianza speciale per aver violato le norme anti Covid e per aver istigato pubblicamente alla loro contravvenzione. Per via di questo provvedimento non potrebbe partecipare a manifestazioni.

A metà settembre era stato anche colpito dal Daspo, una misura che vieta l’ingresso allo stadio. Tuttavia poco tempo dopo era stato pizzicato all’Olimpico per assistere a una partita della Roma. Per sostenere i suoi giallorossi avrebbe dovuto quindi esibire il Green pass, contro cui si batte. Intervistato da Repubblica aveva dichiarato di essersi sottoposto al tampone. “Quello si può fare, secondo le nostre regole”.

Cgil sotto attacco: chi è Roberto Fiore, fondatore di Forza Nuova

Roberto Fiore è invece un volto storico dell’estrema destra romana. Classe 1959, è sposato con una straniera da cui ha avuto ben 11 figli. Il suo nome è legato a quelli di diversi gruppi, da Lotta Studentesca a il neofascista Terza Posizione, fondato nel 1978 insieme a Giuseppe Dimitri e Gabriele Adinolfi e sciolto nel 1982.

Coinvolto nelle indagini sulla strage di Bologna, durante l’inchiesta si trasferì a Londra, dove fu arrestato con un mandato di cattura internazionale. Non fu estradato su decisione delle autorità britanniche. La Commissione europea d’inchiesta su razzismo e xenofobia suggerì la sua vicinanza all’intelligence della Corona, il MI6.

Condannato nel 1985 per banda armata e associazione sovversiva, Roberto Fiore tornò in Italia solo dopo la prescrizione dei reati, quasi 15 anni dopo, per guidare il movimento di Forza Nuova, fondato insieme al socio d’affari Massimiliano Morsello.

Roberto Fiore è stato anche eurodeputato, subentrando all’allora alleata Alessandra Mussolini, eletta con Alternativa Sociale. Come partito singolo Forza Nuova non ha mai superato le soglie di sbarramento a livello nazionale per avere seggi alla Camera dei Deputati e in Senato.

Cgil sotto attacco: cosa può succedere adesso a Forza Nuova

Proprio il futuro del movimento di estrema destra potrebbe ora essere a rischio, a causa di una mobilitazione trasversale che potrebbe portare al suo scioglimento, come già avvenuto in passato per associazioni e partiti di ispirazione fascista.

Durante il presidio organizzato domenica 10 ottobre davanti alla sede romana della Cgil, il deputato Emanuele Fiano, del Partito Democratico, ha annunciato di voler presentare una mozione urgente alla Camera per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova e “degli altri movimenti dichiaratamente fascisti”.

Il parlamentare ha così accolto l’appello del segretario Maurizio Landini che ha dichiarato, durante la manifestazione, che “tutte quelle formazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte e questo è il momento di dirlo con chiarezza”.

L’indignazione per quanto avvenuto alla sede sindacale romana è arrivata dalle istituzioni e dai rappresentanti di tutti i partiti, uniti nella condanna alla violenza.

A iniziare dal premier Mario Draghi che ha sottolineato che il diritto a manifestare le proprie idee non dovrebbe mai degenerare in atti di aggressione e intimidazione e ha ricordato l’importanza dell’adesione alla campagna vaccinale contro il Covid.

Giorgia Meloni, finita nella bufera per l’inchiesta di FanPage sulla vicinanza di Fratelli d’Italia a gruppi neofascisti, di cui vi abbiamo parlato qui, ha espresso solidarietà alla Cgil e alle forze dell’ordine.

L’alleato Matteo Salvini, pur esprimendo vicinanza a chi ha manifestato pacificamente, ha precisato sui suoi canali social che la violenza non può mai essere giustificata.

Anche a livello locale potrebbero presto essere presi dei provvedimenti, con Nicola Zingaretti, ex segretario dem e governatore del Lazio, che ha proposto l’inserimento dei valori antifascisti all’interno dello Statuto della Regione, che “è una delle poche che non aveva questo richiamo costituzionale al suo interno”.

Una richiesta di misure severe, e dello scioglimento dei movimenti di estrema destra, è arrivata anche da parte di Roberto Gualtieri, candidato sindaco di Roma per il centrosinistra, che ha annunciato la sua presenza alla manifestazione antifascista del 16 ottobre. Nessuna dichiarazione è arrivata invece dal concorrente al ballottaggio Enrico Michetti, su cui si è accesa la polemica per le recenti dichiarazioni sulla Shoah. (Vi abbiamo parlato qui di chi è il favorito tra i due alle elezioni comunali).

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