Asse Meloni-Biden? L’Italia potrebbe inviare missili all’Ucraina

Il ministro della Difesa Crosetto e il suo omologo Usa Austin si sarebbero confrontati sulla necessità di inviare a Kiev sistemi missilistici

Tra i Paesi occidentali che hanno inviato armamenti all’Ucraina al fine di sostenerla nel conflitto contro la Russia c’è anche l’Italia. Ma gli aiuti strategici sono finora rimasti coperti da un velo di segretezza: non è chiaro quali tipologie di armi siano state consegnate ad oggi a Kiev. Una cosa è certa: anche con il governo Meloni Roma continuerà a garantire il suo supporto, come spiegato dalla stessa premier al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Lo scorso 7 novembre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo statunitense Lloyd Austin, a cui ha confermato il convinto impegno dell’Italia “finché sarà necessario”. E secondo le indiscrezioni si sarebbe parlato anche della possibilità di inviare a Kiev una certa tipologia di sistemi missilistici.

Il colloquio tra Crosetto e Austin

Durante la conversazione con il collega statunitense, Crosetto ha ribadito che “l’Italia è un alleato sul quale gli Usa possono contare”, sia in ambito Nato che nel contesto dell’Unione Europea, e ha sottolineato la grande importanza del rapporto bilaterale in essere tra i due Paesi.

Austin, come reso noto dal ministero della Difesa, ha espresso “parole di grande apprezzamento per l’Italia e le sue Forze Armate e per l’enorme contributo offerto a favore della sicurezza internazionale”. E ha precisato che gli Stati Uniti vedono nel nostro Paese uno degli alleati più vicini e affidabili, anche nel supporto politico e militare nei confronti dell’Ucraina.

Qui abbiamo spiegato come può cambiare la guerra grazie alle armi inviate dagli Usa.

Voci di missili antiaerei per l’Ucraina

A proposito di sostegno nella guerra contro la Russia, come detto, sarebbe emersa nel corso della telefonata la necessità di fornire a Kiev dei sistemi missilistici. Stando alle indiscrezioni i ministri Crosetto e Austin si sarebbero confrontati in merito al possibile invio di vettori da difesa aerea a Kiev.

Un’esigenza spinta soprattutto dalla recente violenta ondata di attacchi russi alle infrastrutture ucraine con droni e missili da crociera. Zelensky ormai da tempo chiede alla Nato un maggiore supporto per aumentare la capacità della propria rete aerea.

Non è chiaro se il ministro della Difesa italiano abbia confermato all’omologo Usa la disponibilità dell’esecutivo di adoperarsi in questo senso. L’ipotesi non sarebbe però da escludere, avendo l’Italia in dotazione alcuni sistemi missilistici che sarebbero adatti alla causa.

Qui abbiamo spiegato perché Crosetto è stato accusato di conflitto di interessi.

Quali sistemi missilistici potrebbe inviare l’Italia

Non tutti i sistemi di difesa aerea italiani sarebbero moderni. Per esempio i Spada 2000 sono in fase di sostituzione in quanto obsolescenti. Sviluppati per la protezione di siti a terra sensibili, come porti, stabilimenti industriali ed edifici importanti, sono in grado di fornire un raggio di sicurezza di 20 chilometri.

Essendo facilmente trasportabili su camion, treni o aerei, potrebbero comunque rappresentare un buon compromesso per il fronte ucraino. La stessa Spagna ha deciso di inviarli a Kiev e i soldati ucraini sarebbero già in fase di addestramento per il loro utilizzo.

Qui abbiamo parlato dei costi del missili anti aerei italiani.

Ci sarebbero poi i Samp/T, sistemi più moderni sviluppati nei primi anni 2000 con l’esigenza di disporre di missili a media portata, idonei a operare in nuovi scenari operativi caratterizzati da ridotti tempi di reazione contro le minacce aeree.

La loro attuale versione ha la capacità di contrastare missili balistici tattici a corto raggio, caratteristica che sarebbe particolarmente apprezzata dall’esercito di Kiev. Tuttavia l’Italia ha in servizio solamente cinque batterie dei sistemi Samp/T, inquadrate nel Quarto Reggimento artiglieria contraerea di Mantova. Per questo è difficile pensare che il ministero della Difesa possa decidere di consegnarli alle forze dell’Ucraina.