Abramovich è stato avvelenato? Mosca: “Ecco quando useremo le armi nucleari”

Alla vigilia della ripartenza dei negoziati tra Russia e Ucraina a Istanbul, la scoperta che l'oligarca russo sarebbe stato avvelenato. Intanto Mosca lancia un avvertimento

Dopo uno stallo durato diversi giorni, e mentre i combattimenti non si fermano in Ucraina, con le truppe russe che arrancano ma avanzano in violazione delle più elementari convenzioni sui diritti umani, si sono riaperti i negoziati tra Kiev e Mosca.

L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’UNHCR, afferma che oltre 3 milioni e 800mila ucraini sono intanto fuggiti dal Paese, mentre oltre 6,5 milioni sono sfollati interni. Secondo il dato dell’Onu, più di 1.000 civili sono stati uccisi dall’inizio della guerra, 144 erano bambini. Quasi la metà delle vittime è a Kiev.

Il raggiungimento di un cessate il fuoco nella guerra è l’obiettivo massimo dei negoziati tra le delegazioni, ma quello “minimo “riguarda la risposta alle esigenze umanitarie” in Ucraina, ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba alla vigilia del nuovo round di colloqui in programma oggi a Istanbul, Turchia.

Cosa c’entra Abramovich con la guerra tra Ucraina e Russia

Un nuovo tentativo diplomatico che si apre, però, con una di quelle (tante) notizie relative a questa guerra che ci fanno ripiombare in un passato che credevamo superato. Secondo una rivelazione del Wall Street Journal, poi ripresa dai giornali di tutto il mondo, l’oligarca russo Roman Abramovich, chiamato a negoziare la fine dell’invasione russa, e almeno due negoziatori ucraini sarebbero stati avvelenati a inizio marzo durante un incontro a Kiev.

Il mese scorso il governo di Kiev ha chiesto ad Abramovich di aiutare a mediare per via del suo passato in Russia, dove ha accumulato ricchezze enormi durante il boom di privatizzazioni nell’era post-comunista degli anni ’90. Sotto Putin, Abramovich è stato anche governatore della remota regione artica di Chukotka, nell’Estremo Oriente russo, prima di comprarsi il Chelsea nel 2003.

All’inizio di questo mese Abramovich si è visto congelare tutti i suoi beni nel Regno Unito e nell’UE, con il governo britannico che lo accusava di aver mantenuto uno stretto rapporto con Putin per decenni. Intanto due superyacht appartenenti proprio al magnate russo hanno attraccato in Turchia la scorsa settimana, con Ankara che ha affermato di opporsi alle sanzioni imposte dai suoi alleati della NATO agli oligarchi russi.

Abramovich è stato avvelenato? Cosa sappiamo

Ma cos’è successo? Abramovich e gli altri avrebbero avvertito sintomi di un sospetto avvelenamento appena dopo un incontro a Kiev: occhi rossi, infiammazione oculare, lacrimazione costante e dolorosa e desquamazione della pelle su viso e mani.

Secondo quanto rivelato dall’Independent, l’attuale proprietario del Chelsea avrebbe subito una cecità temporanea per diverse ore in seguito all’avvelenamento, ma si sarebbe rapidamente ripreso. Il presidente ucraino Zelensky, che ha incontrato Abramovich, non sarebbe invece stato colpito. Abramovich, che ha ripetutamente preso le distanze dalle affermazioni del governo britannico e di altri di essere vicino a Putin, si trova attualmente a Istanbul per i nuovi colloqui di pace.

Gli esperti che hanno esaminato l’incidente hanno affermato che era difficile determinare se i sintomi fossero causati da un “agente chimico o biologico o da una sorta di attacco di radiazioni elettromagnetiche”. Un altro negoziatore ucraino, Mykhailo Podolyak, ha affermato che “ci sono molte speculazioni, varie teorie del complotto”.

Rustem Umerov, un altro membro del team negoziale, ha esortato le persone a non fidarsi delle “informazioni non verificate”. Un funzionario statunitense ha affermato che secondo l’intelligence Abramovich e i negoziatori erano stati colpiti da un fattore ambientale, non da avvelenamento.

Ma l’indagine è stata condotta da Christo Grozev, membro del colosso investigativo Bellingcat che già era arrivato alla conclusione che il Cremlino avesse avvelenato il politico dell’opposizione russa Alexey Navalny con un agente nervino nel 2020. Sul suo account Twitter ufficiale, Bellingcat ha confermato che tre membri della delegazione che hanno partecipato ai colloqui “hanno manifestato sintomi coerenti con avvelenamento con armi chimiche”, uno dei quali era proprio Abramovich.

“Sulla base di esami remoti e in loco, gli esperti hanno concluso che i sintomi sono molto probabilmente il risultato di avvelenamento con un’arma chimica indefinita”, aggiungendo che la mossa era molto probabilmente intesa a “spaventare le vittime anziché causare danni permanenti”.

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Perché è così strategico per la mediazione

Le loro condizioni sono in netto miglioramento e nessuno sarebbe comunque in pericolo di vita. Tanto che Abramovich ha già detto che è intenzionato a non mollare la mediazione e a scendere nuovamente in campo per trovare una soluzione tra Mosca e Kiev.

La scorsa settimana, Abramovich era volato da Istanbul a Mosca per incontrare Putin e consegnare una nota scritta a mano da Zelensky che delineava i termini che l’Ucraina considererebbe di accettare per porre fine alla guerra durata un mese. Secondo quanto riferito, la risposta di Putin sarebbe stata: “Digli che li picchierò”.

Zelensky ha esortato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a non sanzionare Abramovich perché Kiev crede che potrebbe essere un intermediario cruciale con Mosca. Mosca che, dicono le fonti vicine a Putin, sarebbe disposta ad accettare l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea (ne abbiamo parlato approfonditamente qui).

Quando la Russia potrebbe usare davvero le armi nucleari

Intanto la Russia, tramite un’intervista del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, fa sapere che sarebbe pronta a usare armi nucleari solo in presenza di una minaccia alla sopravvivenza del Paese e non a causa della guerra in corso in Ucraina.

“Quale che sia l’esito dell’ “operazione” – ha dichiarato alludendo alla guerra in Ucraina – ovviamente non è un motivo per ricorrere all’uso dell’arma nucleare. Abbiamo un principio di sicurezza che afferma molto chiaramente che solo quando c’è una minaccia per l’esistenza dello Stato, nel nostro Paese, possiamo usare e useremo effettivamente armi nucleari per eliminare tale minaccia”.

La Russia attaccherà i Paesi NATO?

Peskov ha anche detto che il Cremlino non ha in programma di attaccare nessun Paese della NATO, a meno che non sia “un atto reciproco”. Secondo quanto riferito dalla Tass, rispondendo a una domanda sul possibile allargamento del conflitto a Paesi Nato, Peskov ha detto che “se non ci sarà un atto reciproco, se non ce lo fanno fare, non possiamo pensarci e non vogliamo pensarci”.

Intanto, in Italia c’è grandissima attesa per la telefonata che Draghi avrà con Putin, che lo stesso premier ha annunciato in conferenza stampa di venerdì scorso al termine del Consiglio Europeo. Draghi ha nuovamente sentito Zelensky, cui ha garantito ancora una volta pieno sostegno dell’Italia, impegnata in prima linea in un percorso di pace (qui abbiamo parlato del possibile allarme nucleare nei confronti del nostro Paese).