“Variante inglese” preoccupa il Governo: nuove restrizioni in arrivo?

Per ora no, ma se dalla curva dovessero arrivare segnali non incoraggianti, una nuova stretta è tutt'altro che esclusa

Come se il quadro non fosse già abbastanza critico, a complicare le cose ci si è messa anche quella che è già stata ribattezzata la “variante inglese” che, in poche ore, ha fatto letteralmente schizzare l’asticella della preoccupazione.

Una eventuale coda della pandemia più lunga e dolorosa di quanto ipotizzato fin qui, condizionerebbe in maniera sostanziale i futuri piani del Governo, già alle prese con le tensioni nella maggioranza, alimentate dai malumori messi sul tavolo dal leader di IV Matteo Renzi che, qualora non dovessero arrivare risposte concrete alle sue istanze, è pronto a fare lo “scherzetto”, ritirando i suoi ministri.

Intanto, gli italiani si apprestano a festeggiare un Natale destinato a restare nella storia mentre avanza la scure di nuove restrizioni, ipotesi che al momento il Ministro della Salute Speranza toglie dal piatto. Il piano è restare alla finestra, per ora, guardando agli sviluppi dei prossimi giorni, ma è ovvio che qualora dovessero arrivare segnali preoccupanti dalla curva, l’esecutivo dovrebbe stringere ancora di più le maglie, già da gennaio.

“In questo momento non sta circolando tra noi l’idea di nuove restrizioni, ma sta venendo avanti con forza un appello a coloro che sono tornati negli ultimi 15 giorni dall’Inghilterra perché segnalino il loro arrivo e vadano a farsi un tampone anche se lo hanno già fatto”, dice la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa a Radio 24.

“Naturalmente – ha spiegato ancora la sottosegretaria – se ci fossero riprese di contagio costringerebbero noi Paese ad altre ulteriori misure restrittive. Come ormai è noto, ed anche evidente, solo l’isolamento permette di contrastare la diffusione del virus, ma ora non facciamoci prendere dal panico in modo scomposto: gli scienziati dicono che la variante non è più pericolosa dell’altra, va più veloce e a maggior ragione i cittadini rispettino le regole che conosciamo”.

Insomma, il quadro è tutt’altro che roseo. Senza contare l’imminente stop al blocco dei licenziamenti e la scadenza degli ammortizzatori sociali. Un eventuale peggioramento della situazione epidemiologica (ipotesi non scontata ma che resta comunque sul piatto)  in scia all’ “appannamento” dell’azione dell’esecutivo potrebbe portare dritti ad un nuovo esecutivo rafforzato, con il coinvolgimento di tutte le forze politiche, chiamato a traghettare il Paese fuori dalla peggior crisi economico-sociale dal Dopoguerra in poi.

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