Variante Delta, Figliuolo, terza dose: perché lo stato di emergenza verrà prorogato

Rabbia Salvin-Meloni, ma il premier sembra deciso a tirare dritto: "Non ne siamo ancora fuori".

Stato d’emergenza: nulla è ancora deciso, ma è sempre più probabile che verrà prolungato oltre la data del 31 luglio, probabilmente fino alla fine del 2021. La campagna vaccinale in pieno svolgimento, l’impossibilità di rinunciare al commissario straordinario Figliuolo in vista della probabile terza dose autunnale e la presenza della variante Delta in Italia spingono il governo Draghi a mantenerlo e prolungarlo.

Il Premier non sembra infatti intenzionato a privarsi di quei poteri straordinari con cui fronteggiare la pandemia e garantire la diffusione capillare della campagna vaccinale. Tanto che – si legge – fonti autorevoli vicine a Draghi danno per “certa”, anzi “certissima” la proroga dello stato di emergenza. E c’è anche una data: “Probabilmente fino alla fine dell’anno”.

Campagna vaccinale e variante Delta

La campagna vaccinale non ha ancora raggiunto la copertura prevista: secondo le previsione del generale Figliuolo si arriverà alla cosiddetta “immunità di gregge”, con l’80% della popolazione vaccinata, non prima di settembre. Con gli imprevisti sempre dietro l’angolo, come dimostra l’ultimo caso che ha riguardato Astrazaneca – con la necessità di sostituire il richiamo per gli under 60 con un altro vaccino – o la richiesta di approvvigionamento di scorte di Pfizer e Moderna sollecitata da diverse Regioni.

E poi c’è la variante Delta, che ha già costretto la Gran Bretagna a rimandare le riaperture per l’innalzamento del numero dei ricoverati e che è presente, per quanto al momento monitorata, anche in Italia. La circolazione della variante Delta del Covid (precedentemente denominata indiana) nel nosgtro paese è al momento molto limitata: nell’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità (Iss) la sua diffusione è stimata sotto l’1%. Tuttavia cresce l’allerta e nuovi casi si stanno registrando in varie Regioni: Lombardia (81), Veneto (50), Sardegna (12) e Alto Adige (1). Preoccupa l’alta trasmissibilità della mutazione Delta, sei volte più della media, e il rischio quasi doppio di ospedalizzazione rispetto alla variante Alfa (ex inglese). E preoccupa l’insorgere, da questa, della variante Lambda.

Il presidente Draghi, ai ministri che lo hanno chiamato per aggiustare in corsa la linea, ha risposto con un monito: “Serve ancora prudenza, perché è vero che stiamo uscendo dalla pandemia, ma purtroppo non ne siamo ancora fuori”.

Salvini contrario, Meloni furiosa

Il leader delle Lega Matteo Salvini usa al momento toni pacati ma la sua posizione è chiara: “Non abbiamo ancora parlato con Draghi ma a mio avviso non ci sono i presupposti per trascinare lo stato di emergenza. Credo sarebbe un bel messaggio, come dire il peggio è passato”. Decisamentde più affilate le dichiarazioni della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Non è più accettabile che le più elementari norme della democrazia e i principi dello Stato di diritto come la libertà di movimento e d’impresa possano essere calpestati o violati dal governo nel nome dell’emergenza”. “Il 2021 – sostiene – deve essere l’anno del ritorno alla normalità: il nostro ordinamento è in grado di gestire la pandemia con i poteri e gli strumenti ordinari di cui già dispone, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento”.

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