Vaccino Sputnik, Draghi stoppa le Regioni. Ora accentra tutto?

La mossa del governatore della Campania sul vaccino russo non è piaciuta a Palazzo Chigi. Che ora fa valere le prerogative costituzionali.

L’affaire vaccini, oltre che un tema strettamente sanitario, riguarda da vicino la geopolitica e i relativi interessi nazionali. I ritardi dell’Unione Europea, l’attivismo americano per talgiare fuori Cina e Russia anche in Oriente, la volontà di Putin di dividere l’Europa proponendo il vaccino Sputnik, che è però sempre in attesa del sì delle autorità europee e soprattutto non ha in Russia la possibilità di essere prodotto su vasta scala, sono tutte situazioni che fanno parte di un gioco internazionale in cui la possibilità di vaccinare velocemente i propri cittadini (e in seguito altri) significa per uno Stato potere politico ed economico.

Per questo i chiari di luna sul vaccino russo Sputnik hanno messo sul chi va là Mario Draghi, per cui la fedeltà Atlantica è un dogma. Nel Lazio c’è un accordo per la produzione presso l’ospedale Spallanzani, mentre la scorsa settimana il governatore della Campania De Luca ha chiuso un accordo coi russi in attesa dell’ok dell’Ema.

La minaccia

Palazzo Chigi ha avvisato le Regioni interessate: ora basta muoversi in ordine sparso, anche e soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento vaccinale, che riguarda appunti equilibri che vanno ben oltre dei semplici accordi commerciali. Se alcuni soggetti continueranno a ‘prenotare’ il vaccino russo, la presidenza del Consiglio potrebbe applicare alla lettera l’articolo 117, lettera q della Costituzione, che affida alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la cura degli interessi che emergono innanzi ad una malattia pandemica di larga distribuzione geografica.

L’articolo costituzionale

L’assetto delle competenze in materia di profilassi internazionale, fin dagli artt. 6 e 7 della legge n. 833 del 1978, è stato confermato dal nuovo art. 117, secondo comma, con la menzionata norma di cui alla lettera q), che affida alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la cura degli interessi che emergono innanzi ad una malattia pandemica di larga distribuzione geografica, ovvero tale da dover essere reputata “internazionale”, sulla base della diffusività che la connota.

La Corte precisa che la materia della profilassi internazionale “ha un oggetto ben distinto, che include la prevenzione o il contrasto delle malattie pandemiche, tale da assorbire ogni profilo della disciplina”.

L’incontro

Proprio oggi 29 marzo è previsto un incontro ‘chiarificatore’ fra Draghi e i governatori ‘ribelli’. Non si parlerà solo di approvvigionamento di vaccini, ma anche della necessità di porre fine al paradigma regionale secondo cui ognuno si muove per proprio conto. Fondamentale lavorare compatti per imprimere il cambio di passo alle vaccinazioni e condividere le misure da inserire nel nuovo decreto che sarà approvato entro venerdì.

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