Vaccino AstraZeneca e trombosi, il nesso c’è. Ora solo agli over 60?

Il responsabile vaccini dell'agenzia europea ha confermato che c'è un collegamento tra il siero e gli eventi avversi rarissimi accertati in alcuni paesi.

L’Ema, l’agenzia europea per il farmaco, è pronta a rivedere le proprie indicazioni relativamente al vaccino anti-covid AstraZeneca. Le ultime indagini scientifiche sembrano infatti avere evidenziato un nesso tra l’inoculazione del vaccino e i rarissimi casi di trombosi, soprattutto su donne di età inferiore ai 60 anni. Se fino alla scorsa settimana l’agenzia non aveva confermato il rapporto causa effetto, ora sembra pronta a rivedere le proprie indicazioni sottolineando che il nesso esiste, anche se non è ancora chiaro quale sia il meccanismo.

L’aggiornamento

La settimana scorsa il Prac (comitato per la sicurezza) di Ema aveva spiegato che stava proseguendo la «revisione in corso di casi molto rari di coaguli di sangue insoliti associati a un basso numero di piastrine». Ed era stato annunciato: «Sulla base di tutti i dati attualmente disponibili il comitato di farmacovigilanza dell’ Agenzia europea del farmaco Ema, il Prac, dovrebbe emettere una raccomandazione aggiornata sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca durante la sua riunione plenaria di aprile, in programma dal 6 al 9». Dunque, già oggi gli scienziati si rivedranno per decidere come stilare «una raccomandazione aggiornata», in seguito a una valutazione dei dati e al contributo di «esperti esterni indipendenti con una gamma di specialità mediche, inclusi ematologi, neurologi ed epidemiologi».

Per quanto questi casi siano rari, andrà verificato se sono riconducibili al prodotto AstraZeneca o alla tipologia dei vaccini a vettore virale (Pfizer e Moderna non lo sono, Johnson & Johnson sì).

Il responsabile vaccini

Il responsabile vaccini Marco Cavaleri conferma a Marco Evangelisti su Il Messaggero quali sono le conclusioni preliminari a cui gli esperti sono giunti dopo settimane di indagini sugli episodi di eventi avversi accertati in diversi Paesi Ue: “C’è un’associazione con il vaccino. Cosa causi questa reazione, però, ancora non lo sappiamo”. Bisogna ancora capire se ad esempio c’entri qualcosa il vettore virale (“questo implicherebbe la valutazione di altri vaccini di quel tipo”, avverte), ma resta il fatto che “tra i vaccinati c’è un numero di casi di trombosi cerebrali con carenza piastrinica tra persone giovani superiore a quello che ci aspetteremmo. Questo lo dovremo dire”.

Rapporto costi-benefici

Su La Stampa ha parlato Armando Genazzani, rappresentante italiano nel Comitato approvazione farmaci dell’Ema. “AstraZeneca riserva tante sorprese: come dimostra l’esperienza inglese è più efficace del previsto, ma ha un rarissimo effetto collaterale sulle donne”, ha detto il professore di farmacologia dell’Università del Piemonte orientale, secondo cui “l’ideale sarebbe escludere le donne under 55″. L’Ema, però, “suggerirà di valutare in base alla situazione pandemica nazionale e alla disponibilità di vaccini”. Genazzani ha ribadito che “il rischio è bassissimo, altrimenti il vaccino non sarebbe stato approvato. Purtroppo solo dopo la vaccinazione di massa si scoprono questi effetti collaterali rarissimi”.

Germania e Regno Unito

La Germania ha già deciso di riservare AstraZeneca ai soli over 60, in relazione ad una costante nei casi di reazioni avverse gravi segnalati: riguardano di solito chi ha meno di cinquant’anni e all’80 per cento sono donne. Il Regno Unito – che non dipende da Ema dopo la Brexit – tre giorni fa ha confermato di avere verificato 30 casi di coaguli del sangue su un totale di 18 milioni di iniezioni. Secondo Channel 4 News anche le autorità sanitarie britanniche starebbero pensando di introdurre dei limiti di età, escludendo i più giovani dall’uso di AstraZeneca.

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